La protesta in piazza . I commercianti consegnano le chiavi al Sindaco

LIVORNO - La protesta in piazza. Dopo settimane di strade e piazze deserte la città di Livorno  nel primo giorno della Fase 2 si è svegliata nel cuore di una grande manifestazione che ha riunito commercianti, ristoratori, baristi. Accanto ai titolari c'erano i dipendenti ancora senza cassa integrazione. Una protesta  che è stata una forte denuncia per una crisi economica senza precedenti.  Il tessuto sociale sta subendo un fortissimo schock. "Non c'è più tempo", urlano.

 

Momenti della manifestazione sotto il Comune a Livorno

La manifestazione partita da Piazza della Repubblica è arrivata fino a palazzo civico. Momenti di forte tensione e contestazione  sotto il Comune  poi tutti hanno consegnato le chiavi dei loro locali al sindaco Luca Salvetti che ha aperto le porte del comune ad una delegazione delle varie  categorie. Alla fine dell'incontro è stato presentata  una lettera che sarà inoltrata  al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al Governo, per chiedere l'azzeramento delle tasse comunali 2020. Il sindaco, con l'assessore al commercio e turismo Rocco Garufo, l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini e l'assessora al bilancio Viola Ferroni hanno dialogato per due ore con una delegazione scelta tra chi era in piazza. "Nei bilanci comunali - ha spiegato il sindaco - non ci sono abbastanza risorse per annullare tutte le tasse ed il primo cittadino non può aprire anticipatamente i negozi rispetto al Dpcm. Chi ha promesso aperture e annullamento di tutta la tassazione comunale ha fatto un'operazione di marketing, non il bene della propria città. Chiaramente, se il Governo garantirà i 3 miliardi promessi ai Comuni, e Livorno potrebbe ricevere risorse importanti, l'anno bianco lo firmiamo insieme, io e tutti voi presenti qui oggi".

Il servizio curato dalla redazione è visibile nelle edizioni del nostro Tg in diretta anche Live Tv.

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