Sgominata rete dedita al traffico di carburanti

Sgominata rete dedita al traffico di carburanti. L’intensa attività investigativa del Nucleo di Polizia Economica Finanziaria della Guardia di Finanza di Pisa e dall’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la collaborazione dell’Ufficio delle Dogane di Pisa, ha consentito di sgominare una associazione a delinquere dedita al traffico di carburanti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Pisa, hanno permesso di accertare che il prodotto è stato ottenuto attraverso la miscelazione di olii e sostanze di varia natura con gasolio e benzina. Operazione che ha permesso di celarne la presenza ed al contempo aumentare significativamente il volume. Il prodotto così ottenuto è stato stoccato a cura dei vari trasportatori dell’organizzazione in un deposito commerciale nel pisano. Proprio da quel deposito il carburante veniva riversato sul mercato attraverso altri impianti simili dislocati nelle province di Verona e Mantova.

traffico di carburanti

Per la commercializzazione del prodotto sottratto all’imposta sono state utilizzate diverse società. Risultate poi essere mere “cartiere” aventi il solo scopo di consentire all’organizzazione di emettere fattura ai clienti ed incassare i pagamenti da essi disposti. I proventi dell’attività sono stati reimpiegati nel traffico di carburanti di contrabbando, per cui agli associati è stato contestato anche questo reato.

Le ripercussioni sul mercato

Allo stato delle indagini l’accisa evasa è pari a circa € 6.500.000, mentre il totale di prodotto ammonta a circa dieci milioni di litri. L’attività illecita, considerato il volume di prodotto illegalmente commercializzato, ha causato anche un’inevitabile distorsione del mercato. Questo ha penalizzato gli operatori onesti già provati dalla grave crisi che ha colpito il settore. Anzi, è stato accertato che l’associazione a delinquere, all’indomani dell’emergenza nazionale, ha incrementato sensibilmente i traffici illeciti. Gli imputati avrebbero sfruttando i prezzi concorrenziali del prodotto e la libera circolazione dei beni di prima necessità, tra i quali rientrano anche i carburanti.

Sono state emesse 12 ordinanze di custodia cautelare (in carcere e ai domiciliari), 8 misure coercitive obbligatorie, di cui 7 obblighi di dimora e 1 obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il sequestro di tre società, di 20 conti correnti, ed un grande numero di vetture ed autoarticolati il cui valore complessivo ammonta a circa 14 milioni di euro.

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