Ancora polemica sul progetto Moschea

PISA - Ancora polemica sul progetto Moschea a Pisa. Le opposte parti in causa non se la mandano  certo a dire. Da una parte c’è soprattutto il Pd e “Diritti in in Comune” ma anche gli altri gruppi di minoranza. Nella giornata di questo Venerdì 5 giugno i consiglieri delle minoranze hanno presentato una richiesta di discutere in Consiglio Comunale di nuovo la Variante Stadio e quindi la vicenda MOSchea dopo la sentenza del Tar di qualche giorno fa.

Imam di Pisa

Imam di Pisa

Il dibattito probabilmente, avverrà nella seduta di lunedì 15 giugno.

Ancora polemica sul progetto Moschea

La richiesta, recante 'Libertà di culto e sentenza del Tar: quali azioni da parte del Comune di Pisa', è stata sottoscritta da tutti i consiglieri comunali di minoranza: Francesco Auletta (Diritti in Comune), primo firmatario; Matteo Trapani (Pd), Vladimiro Basta (Pd), Marco Biondi (Pd), Benedetta  Di Gaddo (Pd), Olivia Picchi (Pd), Maria Antonietta Scognamiglio (Pd),  Andrea  Serfogli (Pd); Gabriele Amore (M5S), Alessandro Tolaini (M5S); Antonio Veronese (Patto Civico).

luogo per Moschea

luogo per Moschea

Ancora polemica sul progetto Moschea

Intanto interviene con determinazione l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi rispolverando una sua vecchia battaglia. Utilizza i social per questo. “Sono 10 anni che raccolgo firme dei cittadini pisani contro l’idea del Pd di costruire una moschea a Pisa. Abbiamo fatto incontri, dibattiti, conferenze, battaglie e campagne elettorali. Per le elezioni comunali del 2018 persino i manifesti. Finalmente abbiamo vinto le elezioni a Pisa, anche con i voti di quelli che ci hanno dato fiducia perché con la Lega a Pisa non sarebbe stata costruita nessuna moschea. Quella promessa per me è sacrosanta e per quanto mi riguarda la battaglia continua. Nessuna trattativa, nessuna discussione: la moschea a Pisa con la Lega non si fa!”

Ancora polemica sul progetto Moschea

Ancora polemica sul progetto Moschea

Ancora polemica sul progetto Moschea

Non poteva, tale dichiarazione, non far esplodere la polemica ulteriormente. Antonio Mazzeo, consigliere regionale toscano del Pd, ha replicato così:

“Anche oggi Susanna Ceccardi ci è ricascata: di fronte alla decisione di un giudice e di fronte alla richiesta di rispettare le regole, lei pensa di essere al di sopra della legge e, dunque, di sentirsi in diritto di poter imporre il suo volere. Il punto è semplice: chi come lei vorrebbe candidarsi a guidare una Regione non dovrebbe pensare, MAI, di poter non rispettare la legge. E invece lei e la Lega sono così. Lo abbiamo visto col viaggio in Spagna “salva-parenti” in piena emergenza Covid, lo abbiamo visto col suo capo e l’indecoroso assembramento senza mascherine a Roma per qualche selfie. lo vediamo oggi sulla questione moschea a Pisa. Sarà (anche) questa la differenza che dovremo sottolineare quando saremo chiamati a scegliere a chi affidare la guida della Toscana di domani”.

 

luogo dove sorgerà la moschea a Pisamoschea

luogo dove sorgerà la moschea a Pisa

Ancora polemica sul progetto Moschea

Non poteva mancare di dire la sua l’ex sindaco di Pisa, Marco FIlippeschi: “ La Ceccardi, parlamentare europea e candidata in pectore della Lega a presidente della Regione, dice che la Moschea a Pisa non si fa. Come se per lei e la Lega non valessero la Costituzione e le leggi dello Stato, la sentenza schiacciante di un Tribunale oltre che il buonsenso. Dalla Ceccardi viene un’aperta incitazione all’illegalità, discriminatoria e razzista. È la stessa posizione espressa stamani su alcuni quotidiani locali – spiega Filippeschi -  da quel Manuel Laurora, consigliere comunale di maggioranza eletto dalla Lega, quello che non si alzò in Sala delle Baleari per disprezzo negazionista delle vittime dell’Olocausto. Non si deve aggiungere altro. Pisa non si piegherà a tanto – conclude l’ex sindaco - statene certi”.

Nei giorni scorsi il sindaco di Pisa, Michele Conti (Lega), aveva detto di voler aprire il dialogo con la comunità islamica, per cercare di risolvere la questione. “Le alternative – aveva spiegato giovedì 4 giugno il sindaco Conti - a questo scenario sono sostanzialmente due. Da un lato il ricorso al Consiglio di Stato ("E' prassi per le amministrazioni pubbliche ricorrere fino all'ultimo grado di giudizio", dice Conti), dall'altro una mediazione per arrivare ad individuare una soluzione condivisa. Nei prossimi giorni – aveva affermato il sindaco - vedremo di aprire un dialogo con la comunità islamica per capire se c'è la possibilità di arrivare ad una soluzione che metta d'accordo tutti". L'idea, in questo caso, sarebbe quella di proporre un altro luogo per realizzare la moschea. "E' presto per parlare di questa ipotesi - conclude Conti - ma al momento il nuovo posto non potrebbe che essere un'area di proprietà pubblica all'interno del Comune di Pisa".“

Staremo a vedere se le ultime reazioni politiche soprattutto a destra permetteranno che questa strada di conciliazione possa essere percorsa.

Sulla vicenda abbiamo già realizzato dei servizi inseriti nel nostro tg e visibili on line sulla nostra Live Tv.

 

 

 

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