Fridays For Future di nuovo in piazza

PISA - Fridays For Future di nuovo in piazza. Dopo la lunga pausa dovuta alla pandemia il movimento è tornato ad occupare le piazze e le strade in decine di città in Italia. E’ successo anche a Pisa. Appuntamento in piazza dei Miracoli. Tutti muniti di mascherine e in sella ad una bicicletta, il mezzo meno inquinante per eccellenza.

Fridays For Future di nuovo in piazza.

La richiesta del movimento per il clima è sempre la stessa: mettere in campo politiche che taglino le emissioni di gas serra e consentano di contenere l'aumento di temperatura di una Terra sempre più calda, che rischia di vedere scomparire intere zone abitabili nei prossimi anni.

Fridays For Future di nuovo in piazza

“Pandemia e il riscaldamento globale sono due facce della stessa medaglia – afferma Paola Imperatore, 28 anni, dottoranda all'Università di Pisa– La loro comune radice è la profonda alterazione e distruzione degli ecosistemi ad opera delle attività umane, che genera conseguenze a cascata, spesso, come abbiamo visto in questi mesi, molto difficili da controllare.

Le alterazioni che il riscaldamento globale porterà nei prossimi anni saranno ancora più profonde, e costituiranno un rischio ancora maggiore per la salute pubblica. Come mai allora non si mettono in campo provvedimenti decisi e immediati, come abbiamo visto fare in questi mesi?

Fridays For Future di nuovo in piazza .

 

La richiesta del movimento per il clima è sempre la stessa: mettere in campo politiche che taglino le emissioni di gas serra e consentano di contenere l'aumento di temperatura di una Terra sempre più calda, che rischia di vedere scomparire intere zone abitabili nei prossimi anni.

 

“Pandemia e il riscaldamento globale sono due facce della stessa medaglia – afferma Paola Imperatore, 28 anni, dottoranda all'Università di Pisa– La loro comune radice è la profonda alterazione e distruzione degli ecosistemi ad opera delle attività umane, che genera conseguenze a cascata, spesso, come abbiamo visto in questi mesi, molto difficili da controllare.

Le alterazioni che il riscaldamento globale porterà nei prossimi anni saranno ancora più profonde, e costituiranno un rischio ancora maggiore per la salute pubblica. Come mai allora non si mettono in campo provvedimenti decisi e immediati, come abbiamo visto fare in questi mesi?

In questi giorni, il ritorno alla “normalità” ha visto l'esplosione di una industria chimica a Porto Marghera, lo sversamento di rifiuti nocivi nei fiumi, di nuovo morti sui luoghi di lavoro. Perfino i lavoratori e le lavoratrici della sanità, tanto acclamati durante la pandemia, sono stati dimenticati. Per questo, abbiamo sentito il bisogno di tornare in piazza: non vogliamo più tornare ad una normalità che ci ha avvelenato e ci ha tolto la possibilità di avere un futuro dignitoso e felice. La normalità era il problema e noi vogliamo che niente torni come prima e che le istituzioni, come hanno fatto per fronteggiare l'emergenza Covid'19, prendano provvedimenti immediati per fronteggiare la sfida più incombente che il pianeta ha davanti ovvero quella climatica ed ecologica".

Fridays For Future di nuovo in piazza

“Nelle scorse settimane il movimento per il clima non è stato fermo a guardare – aggiunge Eleonora Macchia, 23 anni, studentessa in medicina– ma ha elaborato un piano per la ripartenza che ha visto l'apporto di scienziati ed esperti, e si fonda sulla riconversione ecologica e il passaggio da combustibili fossili a fonti rinnovabili, sulla giustizia climatica e sociale, sul rafforzamento del ruolo pubblico nell'economia, sul ripensamento del sistema di produzione agroalimentare e, infine, su un sistema di tutela di salute e territorio. Una ripartenza che non continui a causare la distruzione della Terra è possibile: il diritto alla salute e al lavoro non sono in alternativa, e questo perenne ricatto non è più accettabile. “

Fridays For Future di nuovo in piazza

A Pisa, l'appuntamento era in Piazza dei Miracoli per uno sciopero in bicicletta per le vie della città, che ha avuto come punto di arrivo la Piazza del Comune, il luogo che per mesi ha visto la presenza, ogni venerdì, del movimento per il clima.

 

“Anche sul locale le politiche devono avere come orizzonte il contenimento delle emissioni – afferma Carla Bilotti, 18 anni, studentessa di scuola superiore – specialmente per quanto riguarda la promozione del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile: è necessario investire su un aumento del numero e della frequenza di autobus, tariffe agevolate per chi ne ha bisogno, nuove piste ciclabili e più stalli, più zone ciclopedonali. Tuttavia, dopo avere dichiarato emergenza climatica, le azioni di questa giunta stanno andando in tutt’altra direzione, con la limitazione delle ztl in centro e la riduzione del costo dei parcheggi per incentivare gli spostamenti con mezzi privati, il cui uso rischia di essere pericolosamente incentivato dall’emergenza sanitaria, che ha visto ridurre i posti sugli autobus.

Fridays For Future di nuovo in piazza

“Dal 5 giugno, e poi per tutti i venerdì -  conclude Carla - saremo di nuovo in piazza per ribadire il nostro diritto ad avere un futuro”.

In questi giorni, il ritorno alla “normalità” ha visto l'esplosione di una industria chimica a Porto Marghera, lo sversamento di rifiuti nocivi nei fiumi, di nuovo morti sui luoghi di lavoro. Perfino i lavoratori e le lavoratrici della sanità, tanto acclamati durante la pandemia, sono stati dimenticati. Per questo, abbiamo sentito il bisogno di tornare in piazza: non vogliamo più tornare ad una normalità che ci ha avvelenato e ci ha tolto la possibilità di avere un futuro dignitoso e felice. La normalità era il problema e noi vogliamo che niente torni come prima e che le istituzioni, come hanno fatto per fronteggiare l'emergenza Covid'19, prendano provvedimenti immediati per fronteggiare la sfida più incombente che il pianeta ha davanti ovvero quella climatica ed ecologica".

 

“Nelle scorse settimane il movimento per il clima non è stato fermo a guardare – aggiunge Eleonora Macchia, 23 anni, studentessa in medicina– ma ha elaborato un piano per la ripartenza che ha visto l'apporto di scienziati ed esperti, e si fonda sulla riconversione ecologica e il passaggio da combustibili fossili a fonti rinnovabili, sulla giustizia climatica e sociale, sul rafforzamento del ruolo pubblico nell'economia, sul ripensamento del sistema di produzione agroalimentare e, infine, su un sistema di tutela di salute e territorio. Una ripartenza che non continui a causare la distruzione della Terra è possibile: il diritto alla salute e al lavoro non sono in alternativa, e questo perenne ricatto non è più accettabile. “

Fridays For Future di nuovo in piazza

A Pisa, l'appuntamento era in Piazza dei Miracoli per uno sciopero in bicicletta per le vie della città, che ha avuto come punto di arrivo la Piazza del Comune, il luogo che per mesi ha visto la presenza, ogni venerdì, del movimento per il clima.

 

“Anche sul locale le politiche devono avere come orizzonte il contenimento delle emissioni – afferma Carla Bilotti, 18 anni, studentessa di scuola superiore – specialmente per quanto riguarda la promozione del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile: è necessario investire su un aumento del numero e della frequenza di autobus, tariffe agevolate per chi ne ha bisogno, nuove piste ciclabili e più stalli, più zone ciclopedonali. Tuttavia, dopo avere dichiarato emergenza climatica, le azioni di questa giunta stanno andando in tutt’altra direzione, con la limitazione delle ztl in centro e la riduzione del costo dei parcheggi per incentivare gli spostamenti con mezzi privati, il cui uso rischia di essere pericolosamente incentivato dall’emergenza sanitaria, che ha visto ridurre i posti sugli autobus.

Fridays For Future di nuovo in piazza

“Dal 5 giugno, e poi per tutti i venerdì -  conclude Carla - saremo di nuovo in piazza per ribadire il nostro diritto ad avere un futuro”.

La richiesta del movimento per il clima è sempre la stessa: mettere in campo politiche che taglino le emissioni di gas serra e consentano di contenere l'aumento di temperatura di una Terra sempre più calda, che rischia di vedere scomparire intere zone abitabili nei prossimi anni.

Fridays For Future di nuovo in piazza

“Pandemia e il riscaldamento globale sono due facce della stessa medaglia – afferma Paola Imperatore, 28 anni, dottoranda all'Università di Pisa– La loro comune radice è la profonda alterazione e distruzione degli ecosistemi ad opera delle attività umane, che genera conseguenze a cascata, spesso, come abbiamo visto in questi mesi, molto difficili da controllare.

Le alterazioni che il riscaldamento globale porterà nei prossimi anni saranno ancora più profonde, e costituiranno un rischio ancora maggiore per la salute pubblica. Come mai allora non si mettono in campo provvedimenti decisi e immediati, come abbiamo visto fare in questi mesi?

In questi giorni, il ritorno alla “normalità” ha visto l'esplosione di una industria chimica a Porto Marghera, lo sversamento di rifiuti nocivi nei fiumi, di nuovo morti sui luoghi di lavoro. Perfino i lavoratori e le lavoratrici della sanità, tanto acclamati durante la pandemia, sono stati dimenticati. Per questo, abbiamo sentito il bisogno di tornare in piazza: non vogliamo più tornare ad una normalità che ci ha avvelenato e ci ha tolto la possibilità di avere un futuro dignitoso e felice. La normalità era il problema e noi vogliamo che niente torni come prima e che le istituzioni, come hanno fatto per fronteggiare l'emergenza Covid'19, prendano provvedimenti immediati per fronteggiare la sfida più incombente che il pianeta ha davanti ovvero quella climatica ed ecologica".

 

“Nelle scorse settimane il movimento per il clima non è stato fermo a guardare – aggiunge Eleonora Macchia, 23 anni, studentessa in medicina– ma ha elaborato un piano per la ripartenza che ha visto l'apporto di scienziati ed esperti, e si fonda sulla riconversione ecologica e il passaggio da combustibili fossili a fonti rinnovabili, sulla giustizia climatica e sociale, sul rafforzamento del ruolo pubblico nell'economia, sul ripensamento del sistema di produzione agroalimentare e, infine, su un sistema di tutela di salute e territorio. Una ripartenza che non continui a causare la distruzione della Terra è possibile: il diritto alla salute e al lavoro non sono in alternativa, e questo perenne ricatto non è più accettabile. “

 

A Pisa, l'appuntamento era in Piazza dei Miracoli per uno sciopero in bicicletta per le vie della città, che ha avuto come punto di arrivo la Piazza del Comune, il luogo che per mesi ha visto la presenza, ogni venerdì, del movimento per il clima.

 

“Anche sul locale le politiche devono avere come orizzonte il contenimento delle emissioni – afferma Carla Bilotti, 18 anni, studentessa di scuola superiore – specialmente per quanto riguarda la promozione del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile: è necessario investire su un aumento del numero e della frequenza di autobus, tariffe agevolate per chi ne ha bisogno, nuove piste ciclabili e più stalli, più zone ciclopedonali. Tuttavia, dopo avere dichiarato emergenza climatica, le azioni di questa giunta stanno andando in tutt’altra direzione, con la limitazione delle ztl in centro e la riduzione del costo dei parcheggi per incentivare gli spostamenti con mezzi privati, il cui uso rischia di essere pericolosamente incentivato dall’emergenza sanitaria, che ha visto ridurre i posti sugli autobus.

 

“Dal 5 giugno, e poi per tutti i venerdì -  conclude Carla - saremo di nuovo in piazza per ribadire il nostro diritto ad avere un futuro”.

La richiesta del movimento per il clima è sempre la stessa: mettere in campo politiche che taglino le emissioni di gas serra e consentano di contenere l'aumento di temperatura di una Terra sempre più calda, che rischia di vedere scomparire intere zone abitabili nei prossimi anni.

 

“Pandemia e il riscaldamento globale sono due facce della stessa medaglia – afferma Paola Imperatore, 28 anni, dottoranda all'Università di Pisa– La loro comune radice è la profonda alterazione e distruzione degli ecosistemi ad opera delle attività umane, che genera conseguenze a cascata, spesso, come abbiamo visto in questi mesi, molto difficili da controllare.

Le alterazioni che il riscaldamento globale porterà nei prossimi anni saranno ancora più profonde, e costituiranno un rischio ancora maggiore per la salute pubblica. Come mai allora non si mettono in campo provvedimenti decisi e immediati, come abbiamo visto fare in questi mesi?

In questi giorni, il ritorno alla “normalità” ha visto l'esplosione di una industria chimica a Porto Marghera, lo sversamento di rifiuti nocivi nei fiumi, di nuovo morti sui luoghi di lavoro. Perfino i lavoratori e le lavoratrici della sanità, tanto acclamati durante la pandemia, sono stati dimenticati. Per questo, abbiamo sentito il bisogno di tornare in piazza: non vogliamo più tornare ad una normalità che ci ha avvelenato e ci ha tolto la possibilità di avere un futuro dignitoso e felice. La normalità era il problema e noi vogliamo che niente torni come prima e che le istituzioni, come hanno fatto per fronteggiare l'emergenza Covid'19, prendano provvedimenti immediati per fronteggiare la sfida più incombente che il pianeta ha davanti ovvero quella climatica ed ecologica".

 

“Nelle scorse settimane il movimento per il clima non è stato fermo a guardare – aggiunge Eleonora Macchia, 23 anni, studentessa in medicina– ma ha elaborato un piano per la ripartenza che ha visto l'apporto di scienziati ed esperti, e si fonda sulla riconversione ecologica e il passaggio da combustibili fossili a fonti rinnovabili, sulla giustizia climatica e sociale, sul rafforzamento del ruolo pubblico nell'economia, sul ripensamento del sistema di produzione agroalimentare e, infine, su un sistema di tutela di salute e territorio. Una ripartenza che non continui a causare la distruzione della Terra è possibile: il diritto alla salute e al lavoro non sono in alternativa, e questo perenne ricatto non è più accettabile. “

 

A Pisa, l'appuntamento era in Piazza dei Miracoli per uno sciopero in bicicletta per le vie della città, che ha avuto come punto di arrivo la Piazza del Comune, il luogo che per mesi ha visto la presenza, ogni venerdì, del movimento per il clima.

 

“Anche sul locale le politiche devono avere come orizzonte il contenimento delle emissioni – afferma Carla Bilotti, 18 anni, studentessa di scuola superiore – specialmente per quanto riguarda la promozione del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile: è necessario investire su un aumento del numero e della frequenza di autobus, tariffe agevolate per chi ne ha bisogno, nuove piste ciclabili e più stalli, più zone ciclopedonali. Tuttavia, dopo avere dichiarato emergenza climatica, le azioni di questa giunta stanno andando in tutt’altra direzione, con la limitazione delle ztl in centro e la riduzione del costo dei parcheggi per incentivare gli spostamenti con mezzi privati, il cui uso rischia di essere pericolosamente incentivato dall’emergenza sanitaria, che ha visto ridurre i posti sugli autobus.

 

“Dal 5 giugno, e poi per tutti i venerdì -  conclude Carla - saremo di nuovo in piazza per ribadire il nostro diritto ad avere un futuro”.

 

Sull'iniziativa abbiamo realizzato un servizio inserito nel nostro tg e visibile sulla nostra Live tv.

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