Rivoluzione, il senso del 14 luglio e ottobre all’orizzonte

PARIGI- La presa della Bastiglia è l’immagine di ogni 14 luglio e il ricordo dell’anniversario della scoppio della rivoluzione francese.

Non è una data storica legata principalmente alla Francia ma coinvolge l’intero pianeta.

Una data che dovrebbe far parte di noi ed essere sempre un segnale di luce nella nostra memoria.

Nel corso del tempo non sono mancati episodi simili che però trovano una migliore valutazione con altri termini come “rivolta”, “tumulto”, “sollevazione”, “ribellione” “insurrezione”.

A quanto pare sembrano tra loro sinonimi ma non è così dal momento che tutti gli storici sono concordi che la storia contemporanea attuale nasce da ben due eventi di tale portata; la rivoluzione industriale e la rivoluzione francese.

Rivoluzione vuol dire cambiamento completo, radicale, anche se nel lessico della astronomia indica un giro completo, una rotazione completa che riporta un determinato oggetto celeste al punto dal quale è partito o quanto meno se ne calcola proprio il suo giro di rivoluzione intorno a qualcosa.

La strada della rivoluzione industriale ha già abbracciato fasi tra loro riconoscibile e chi la studia ci indica che attualmente siamo alla rivoluzione industriale 4.0, la quarta fase.

La rivoluzione francese invece quante filiazioni ha fatto o dato?

Se la rivoluzione industriale ha cambiato il rapporto economico nella equazione uomo-lavoro-ambiente, cosa ha prodotto quella francese?

Un cambiamento societario, nei valori della comunità e nel contesto di diritti che prima non esistevano e che oggi sarebbero dovuti benchè costantemente discussi.

Un curioso particolare ci porta a guardare a quel 14 luglio.

La presa della Bastiglia è una icona ma forse non è stato quello il momento davvero rivoluzionario.

Nei mesi precedenti echeggiavano roboanti impegni a dare un cambiamento radicale allo stato delle cose perché non era possibile andare avanti seguendo il vecchio modello autoimploso.

Nelle settimane successive alla presa della Bastiglia si inseguirono le discussioni una sopra l’altra per poter passare dai roboanti impegni a giuramenti di promessa.

I giorni passavano e il caldo era presente, l’economia in crisi, la mancanza di denaro che cresceva e l’impossibilità a poter sostenere nel quotidiano una famiglia sempre più soffocatae.

Poi ad ottobre, il 5, più di diecimila donne, madri sarebbe più corretto dire, marciarono sotto una pioggia torrenziale su Versailles, esasperate perché sino a quel momento era stato detto molto ma dato poco e male e le sofferenze nelle quali la massa si era incrudelita non risolte.

Fu con quella marcia che le cose cambiarono e presero l’indirizzo per il quale oggi si parla di società contemporanea.

Fa caldo, la crisi c’è, le risposte ondivaghe tra promesse e giuramenti pure, tornare indietro non si può e per centinaia di migliaia di famiglie c’e’ scarsa liquidità e poca chiarezza al’orizzonte.

La storia di ieri ha spesso ingredienti così simil che verrebbe da pensare che accadrà il prossimo 5 ottobre.

A completamento dei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea con la diretta di live tv

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