Scuola, l’obbligo compie 143 anni

FIRENZE- Se dobbiamo cercare un “compleanno” ideale da assegnare alla Scuola Italiana il 15 luglio è la data giusta sulla quale festeggiare come anche riflettere.

La Scuola vista dal punto Statale e quindi con l’immissione della sua obbligatorietà allargata a tutto il popolo italiano.

Stiamo facendo riferimento alla Legge Coppino approvata definitivamente il 15 luglio 1877 e promossa dall’allora governo della “sinistra” condotto dal Premier Agostino Depretis.

Questo non indica che la Scuola l’italia non l’avesse mai vista, tutt’altro e in questo contesto, saltiamo a piè pari l’età romana, ben diversa dal mondo medioevale successivo. L’istruzione fu un patrimonio elitario e riservato ad una minoranza quasi microscopica, come l’apparato ecclesiastico, che di fatto detenne per secoli il ruolo di Scuola a cui attingere.

Divisa in Stati tra loro separati da organizzazioni di governo, lingua, leggi e monetazione diverse, anche in questo caso la Scuola ebbe valori e volumi diversi e quando l’Italia divenne un unico Stato a partire dal 1861 emerse che la preparazione scolastica o alfabetizzazione, non raggiungeva l’80% degli italiani ed in pratica il nostro paese risultava tra i più arretrati a livello europeo, insieme alla penisola iberica e quella balcanica.

Il Regno di Sardegna presentava una legge, la legge Casati, che venne imposta agli stati gradatamente annessi alla casa di Savoia. Qesto produsse per alcuni di questi Stati, come la Lombardia e la Toscana un peggioramento piuttosto che un percorso di progresso.

La Scuola si limitava ad acquisire la lcenza elementare divisa in biennio e triennio ma senza l’obbligo di osservarne la frequenza.

Per quindici anni la Scuola fu un capitolo importante per la sinistra storica parlamentare.

Le resistenze erano molte e diverse, dal mondo contadino che non voleva privarsi dei propri figli da impiegare nei campi al mondo industriale minerario e tessile perché i bambini in età giovanile erano in grado di fare lavori in situazioni per le quali gli adulti erano impossibilitati e questo grazie alle mani piccole o ai corpi esili di quei fanciulli.

Alla fine, nel 1876 la sinistra vince e la questione Scuola non può essere “scordata”.

In questo modo con il ministro Coppino si interviene il 15 luglio 1877 con il rendere obbligatoria la Scuola per tutto il suo ciclo elementare.

L’Italia non obbedì subito, ci volle del tempo ma tra il 1880 e la fine del secolo l’analfabetismo scese dall’80 al 60% e altre leggi e altri interventi dovettero essere applicati per raggiungere l’ambito zero.

A distanza di 143 anni da quella data l’obbligo è osservato con percorsi sempre più lunghi anche se si osserva che il nostro paese dal risolvere l’analfabetismo si è avviato verso un percorso a ritroso di dealfabetizzazione che però, questa volta, ci trova tra i primi paesi europei come percentuale.

A completamento dei nostri notiziari che possono essere seguiti su cellulare o smartphone in contemporanea con la diretta di live tv.

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