Rapporto Irpet: parla il vicedirettore Sciclone

Nicola Sciclone, vice direttore di Irpet, l'istituto regionale di statistica, è intervenuto durante l'edizione mattutina del 20 luglio di TvOpenToscana. Infatti, la scorsa settimana, è stato presentato il rapporto a proposito dell'impatto del Covid sull'economia della regione, di cui qui troverete il resoconto.

Irpet, il dato sul Pil

I dati sul Pil sono impietosi. La Toscana quest’anno perderà l’11% del prodotto interno lordo, più della media nazionale, tornando così ai livelli del 1995, 25 anni fa. Il crollo del Pil però non sarà uniforme, in quanto le zone a maggior vocazione turistica e commerciale subiranno un contraccolpo più duro. Questo perchè hanno risentito pesantemente delle norme anticontagio, che limitano o addirittura bloccano la circolazione di persone e merci. Se, in una chiave geografica, la Toscana costiera sarà penalizzata in misura maggiore dell'entroterra, dove risiedono le principali realtà industriali e manifatturiere, la situazione cambia di segno guardando alle città d'arte. I grandi centri storici e culturali, che attirano milioni di visitatori da tutto il mondo, sono pressochè deserti. L'emergenza sanitaria ha infatti bloccato il turismo internazionale, spingendo le persone a riscoprire la gita fuori porta. E così, un passo per volta, sembra che le realtà turistiche del litorale stiano riassestandosi.

Sciclone

Crisi e lavoratori, Sciclone: "si acuiscono le disuguaglianze"

Due evidenze: la crisi ha colpito maggiormente i giovani, che spesso lavorano in condizioni di precariato, e gli operatori dei servizi non essenziali, rimasti inattivi durante il lockdown. Basti pensare che il 40 percento della forza lavoro toscana è stata sostenuta dagli ammortizzatori sociali straordinari, che però termineranno, riasesstandosi ai livelli fisiologici dei passati anni. Se infatti nel 2019, in Toscana, le casse dello Stato hanno versato 4 milioni di euro per il sostegno ai lavoratori in difficoltà, in questo 2020 così travagliato siamo a quota 76 milioni. Appare subito chiaro che la situazione non sarà sostenibile ancora a lungo. La domanda da porsi è dunque: che cosa accadrà quando gli ammortizzatori termineranno? Nicola Sciclone presenta due scenari, uno più ottimistico, l'altro meno. Se le cose volgeranno per il meglio i lavoratori saranno comunque più poveri, avranno un minor potere di acquisto. Nella peggiore delle ipotesi, per fortuna meno probabile, ci sarà una forte crescita del tasso di disoccupazione. Uno scenario da scongiurare.

Da dove ripartire?

La parola chiave, dopo l'emergenza ed il lockdown, è ripartenza. Ma da dove deve ripartire la Toscana? La risposta di Sciclone è chiara: dagli investimenti sulle grandi opere, con un occhio di riguardo nei confronti delle infrastrutture viarie. Questo anche per risolvere alcuni problemi già presenti sul territorio. Investimenti privati ma soprattutto pubblici, per i quali la partita più importante si gioca a Bruxelles. Secondo il vicedirettore di Irpet la buona gestione dei fondi messi a disposizione dall'Europa è la chiave per una buona riuscita del rilancio non solo della Toscana, ma di tutto il Paese.

"La pandemia ha esacerbato alcune criticità già presenti in precedenza, prima della crisi vera e propria. Gli aiuti europei ci danno la possibilità di ricostruire, di ripartire. Abbiamo però bisogno di una cabina di regia con una grande capacità di controllo"

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