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Autotrasporto: record di multe durante il lockdown

Un gran numero di multe, tutte per eccesso di velocità, è stato recapitato alle aziende operanti nel settore dei trasporti durante le settimane di lockdown. Una vicenda singolare, considerando che le contravvenzioni nascono dalle segnalazioni di pochi autovelox, sul solito tratto della Fi-Pi-Li, posizionati a pochi kilometri di distanza l'uno dall'altro.

Secondo la normativa in vigore i mezzi pesanti non potrebbero circolare su strade così ad una velocità superiore ai 70 km orari. La prassi però ha sempre permesso agli autoarticolati di circolare a circa 8o km orari, perchè di fatto gli autovelox sono tarati per velocità superiori. Invece in alcune aree (in questo caso nella provincia di Firenze)  gli strumenti segnaletici sono stati tarati nuovamente, solo per il periodo di lockdown, in modo da fotografare i mezzi pesanti, in pratica gli unici sulla strada, che viaggiavano sopra il limite. Questo senza alcun avviso, in un periodo dove i camionisti erano una delle poche categorie ancora al lavoro per garantire i servizi essenziali.

multe

Numerose aziende hanno quindi deciso di rivolgersi alle associazioni sindacali e di categoria, quantomeno per cercare un chiarimento. Le multe infatti  sono intitolate alle aziende, ma, secondo il contratto nazionale, potrebbero portarle a carico dell'autista alla guida nel momento dell'infrazione. Fabrizio Falcinelli, responsabile operativo di I.T.S. Livorno, ha commentato così l'accaduto "una situazione difficile, come possiamo decurtare agli autisti circa il 50% dei loro stipendi  per il pagamento di queste multe? Erano a lavoro nonostante tutto, hanno superato il limite di pochi chilometri su strade pressochè deserte, senza mettere a rischio niente e nessuno."

"Qualcuno ha cambiato le carte in tavola, gli apparecchi non hanno mai segnalato gli eccessi di velocità al di sotto degli 80 km orari. La modifica alla taratura degli autovelox andava quanto meno indicata", conclude Aldo Bagnoli, responsabile di C.T.I.

 

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