A Marcinelle morirono anche tre toscani

Marcinelle, quando i migranti eravamo noi, sfruttati, impiegati in condizioni disumane di lavoro. Era il 1956, alle 8.10 del mattino dell’8 agosto un vasto incendio si propagò in una grande miniera del Belgio. A 1700 metri di profondità c’erano 262 minatori. Morirono tutti. In gran parte (136) erano italiani, attratti lì dalla certezza di un impiego, da uno stipendio più che dignitoso, ma anche dall’accordo che il nostro governo aveva siglato in cambio del carbone.

a Marcinelle nel 1956 morrrono anche tre toscani

A Marcinelle morirono anche tre toscani: Otello Bugliani di Massa, Romano Filippi di Firenze ed Enrico Del Guasta di Cascina, partigiano e medaglia d’oro al valor civile. Suo figlio Umberto oggi era a Vicopisano nel giardino Bois du Cazier (il luogo della miniera) dove c’è stata una breve celebrazione di questa triste ricorrenza. All’ora esatta dello scoppio le campane della chiesa hanno battuto i loro rintocchi.

Non è stato possibile per nessuno partecipare alla cerimonia che si sempre svolge in Belgio. E allora con il sindaco Matteo Ferrucci hanno trasferito qui il segno del ricordo e del dolore.

Assieme alla vice presidente della Toscana, c'erano rappresentanti del Consiglio regionale e del Comune,  l’Anpi di Pisa, l’associazione nazionale dei partigiani che ha collaborato alla posa della targa a Marcinelle.

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