Mantenimento figli, cambiano le regole

FIRENZE- Cambio radicale nei rapporti familiari coordinati dagli assegni di mantenimento e la notizia calda come questi giorni di ferragosto, si farà sentire in autunno.

Mesi di lavoro pieno nelle sedi dei tribunali del nostro paese, ci sarà una lunga fila di ricorsi e opposizioni legate ad un capitolo delicato quanto congruo in materia di sentenze di separazione e assegni di mantenimento.

La Suprema corte di Cassazione ha chiesto un cambio di passo per passare dal principio del «diritto ad ogni possibile diritto» al concetto di dovere ad ogni possibile dovere.

Insomma dal sostegno alla responsabilità, come impone l’evoluzione della nostra società.

La sentenza fa giurisprudenza e così tutto nasce dal ricorso di una madre che contestava la scelta della Corte d’appello di revocare l’assegno, versato dall’ex marito, in favore del figlio, un trentenne professore di musica precario.

Era stato fatto notare in sede di procedimento giudiziario che in ogni paese del mondo si da per presunta, salvo l’esistenza di deficit, l’indipendenza economica a trenta anni, meno in Italia.

La mancanza di un lavoro, in alcuni momenti storici, anche quello attuale comprensivo di Virus può equivalere all’impossibilità di mantenersi da soli.

Ma un conto è l’impossibilità ed un conto è il piacere di decidere se farlo o non farlo in base ai gusti, sapendo che la scelta beneficia di spalle comunque già coperte, quelle dei genitori.

Finiti gli studi, siano quelli liceali, la laurea triennale o la specialistica, un figlio ha il dovere di trovare un’occupazione e rendersi autonomo, senza coltivare velleità incompatibili con il mutato mercato del lavoro.

Perché l’assegno di mantenimento ha una funzione educativa e non è un’assicurazione.

L’assegno di mantenimento quindi viene ridimensionato con tendenza a zero, andando incontro anche ad un forte taglio su quelle garanzie sulle quali poi si tende a perdere motivazione.

Legato al mantenimento si associa con l’avanzare dell’età dei figli l’obbligo di attivarsi per cercare un lavoro qualunque per rendersi autonomo, in attesa di un impiego più aderente alle sue aspirazioni.

Diverso è l’obbligo alimentare che vale a vita tra congiunti ed è reciproco.

In pratica il sostegno a far si che non manchino le basi per il vivere quotidiano ci deve essere e lo sarà sempre ma per i giudici è dovere di ogni ragazzo, ormai adulto dopo i 18 anni perché maggiorenne, responsabile, di ridurre le proprie necessità adolescenziali se non riesce a sostenerle.

In definitiva è quanto già gli antichi sostenevano, se non si lillera non si lallera,

Ne parliamo nei nostri tg che possono essere seguiti su cellulare e smartphone in contemporanea con la diretta di Live TV

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