Ecoballe in fondo al mare, prosegue il recupero

FOLLONICA - Ecoballe in  fondo al mare, prosegue il lungo lavoro dei sub per recuperare  gli enormi cilindri avvelenati. 56 le balle   composte da rifiuti compattati  recuperati grazie ad un difficile lavoro portato avanti congiuntamente dalla Protezione Civile, Guardia Costiera, Cnr, Ispra e Marina Militare  e fortemente voluta dal Ministero dell'Ambiente.

Ritrovate e recuperate nelle ultime ore  altre due ecoballe nel fondale marino del golfo di Follonica (Grosseto).  Complessivamente sono 56 le balle di rifiuti, dal peso di circa 1,2 tonnellate, disperse nel mare Tirreno nel 2015 dalla motonave Ivy. In quasi cinque anni, gli sporadici interventi di recupero avevano consentito di ritrovare appena 16 di tali contenitori. Ma il rischio di deterioramento e dispersione degli imballaggi sui fondali hanno indotto il ministro dell'Ambiente Costa ad intraprendere l'operazione che in appena tre mesi ha portato all'emersione di altre 16 ecoballe, e individuare gran parte delle restanti 24 in via di recupero.

"La nostra è una corsa contro il tempo - spiega l'ammiraglio Aurelio Caligiore, alla guida del coordinamento tecnico-scientifico dell'operazione - Lavoriamo in maniera assidua e costante, individuando e recuperando le ecoballe per evitare il rischio di dispersione in mare dei rifiuti per effetto dell'erosione e delle correnti". Individuate e imbracate, le ecoballe vengono caricate con estrema prudenza a bordo delle navi della Marina Militare, proprio per evitare ogni forma di dispersione di materiale inquinante, mentre le navi della Guardia Costiera provvedono ad effettuare una cintura di sicurezza nell'area di recupero.

 

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