Toscana illuminata, chiusura della sua “festa”

FIRENZE - Una regione, la Toscana, che fa “del diritto alla pace, del diritto alla vita, dei diritti fondamentali un suo personale impegno continuo.

Lo ha affermato il presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo nella fase di chiusura delle celebrazioni dedicate alla festa della Toscana nel momento nel quale sono stati accesi i luoghi più significativi delle città municipali della regione.

Se la data ricorda che la Toscana fu il primo paese al mondo ad abolire la pena di morte, oggi quella che sembrava una irraggiungibile utopia è invece a portata di mano: la maggior parte degli stati ha abolito la pena di morte, possiamo chiederci non più se avremo un mondo senza pena di morte, perché lo avremo, ma quando.

La Torre pendente in Piazza dei Miracoli a Pisa, il Palazzo Civico di Livorno per citarne alcuni, rappresentano un unico atto unico e solenne che supera ogni visione isolata e fa di un principio come i diritti indiscutibili della dignità di ogni essere umano.

In condizioni di pandemia le iniziative appaiono tra loro isolate ma queste luci proiettate da ogni singolo comune testimoniano l’unità di base e danno adito all’arma più grande che l’umanità possiede la speranza.

Una speranza che si traduce con atti di amore verso il prossimo con i moltissimi episodi di sostegno da parte di tutti coloro che si sono fatti carico dei più bisognosi, dei più vulnerabili, di coloro che hanno promosso concrete iniziative di solidarietà.

La crisi generata ha minacciato la coesione delle comunità, ha aumentato le disuguaglianze, in molti casi ha aggravato le precarie condizioni di tante persone.

Se c’è una lezione imparata dalla pandemia, è il senso della nostra interdipendenza, il valore della solidarietà.

Un atto che deve allinearsi anche con il garantire un cammino paritetico con i generi, abbattendo anche quelle violenze per le quali si è fatta debita riflessione nella giornata dedicata.

A chiudere arriva nel giorno della Festa della Toscana l’approvazione dell’atto che porterà tutti i comuni della Toscana ad avere una via intitolata al Professor Samuel Paty, decapitato nel cuore dell’Europa.

La Toscana è terra di libertà, di coraggio nella lotta agli estremismi, di rispetto dell’altro, è terra in cui i Lumi della ragione prevalgono sul buio dell’intolleranza e del silenzio omertoso.

L’illuminazione va vista come una immagine di unificazione, un gesto comune di di ‘resistenza’ che si compie nel nome dei diritti e della libertà e che, dopo il buio di questo periodo, può rappresentare la base su cui fondare un nuovo Rinascimento.

Il diritto ad avere una vita dignitosa, che oggi è messo in discussione per migliaia di lavoratori e imprenditori”. Le aree di povertà e disagio “si sono allargate e hanno colpito soprattutto chi già viveva in condizioni di precarietà e quindi soprattutto i giovani e le donne”. E la domanda ora è:

Quanto è grande il loro diritto di libertà senza quei diritti sociali?”.

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea su cellulare e smartphone con la diretta di Live TV.

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