Giani:”La Toscana resterà gialla”

La Toscana insieme a Campania, Sardegna, Basilicata, Provincia Autonoma di Trento e Molise restano nella zona gialla.

La provincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Sicilia passano in rosso mentre il resto delle regioni fanno parte della cosiddetta zona arancione.

Lo prevede la nuova ordinanza del ministro della salute Roberto Speranza e che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio.

La Toscana quindi resta, almeno per un’altra settimana, zona gialla ma rischia di durare poco se i dati degli ultimi giorni non andranno a migliorare.
Nella regione quindi rimarranno le vecchie regole ma con delle novità introdotte dal nuovo Dpcm in vigore da sabato.

La più importante riguarda bar, pub, gelaterie e pasticcerie le cui attività sono consentite dalle 5 alle 18 con un consumo al tavolo per un massimo di 4 persone per tavolo. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande in luoghi pubblici. Resta consentita la ristorazione con asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio senza limiti di orario.

Dopo le 18 è invece vietato l’asporto per i bar e pub. Permessa invece la consegna a domicilio.

Nelle zone gialle, quindi anche in Toscana, possono riaprire, ma soltanto nei giorni feriali, i musei, mentre restano chiuse palestre, cinema e piscine.
Gli impianti da sci rimangono chiusi fino al 15 febbraio così come rimangono sbarrati i confini regionali. Non è possibile muoversi nemmeno tra regioni gialle fino al 15 febbraio quindi di conseguenza c’è anche il divieto di andare nelle seconde case che si trovano fuori regione.
Nessun passo indietro per quanto riguarda il coprifuoco dalle 22 alle 5. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all'interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

In Toscana gli studenti di licei e scuole superiori possono proseguire la didattica in presenza al 50%, fino al 75% dal 18 gennaio. A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento.

 

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