Centenario del PCI a Livorno e non è un caso.

LIVORNO- Il PCI celebra il centenario della sua nascita e guardando alla città che vide sorgere quello che sarebbe divenuto il partito più grande e strutturato d'occidente.

Il 21 gennaio 1921 è la data di riferimento, c'era in corso il XVIII congresso nazionale del PSI e dal Teatro Goldoni si produsse la scissione che divenne ufficiale quando venne espressa all'interno della fatiscente struttura del Teatro San Marco dal cui tetto scendeva la pioggia sui votanti.

La lista dei partiti, dei movimenti e le correnti che guardano alla nascita del PCI come alla propria culla del pensiero originario, con le loro bandiere vanno in pellegrinaggio verso quel teatro.

Una lista davvero lunga e che allo sguardo del passante appare uno stridente contrasto tra una idea o indicativamente una “alternativa di modello socio-economico” che viene indicata essere stata perdente, ma nella quale, una pioggia di frammenti ci si riferisce perché sotto la brace di un focolaio che sembra si sia spento nell’ottica di una politica del III millennio che irride alle ideologie, c’è, nella somma di bandiere tra loro diverse, maggiori di chi le brandeggia, la riflessione che è proprio la mancanza di quella alternativa che produsse gli scontri ideologici nei tempi della guerra fredda ad aver generato un percorso che tutt’oggi indica un vero e proprio ritorno a forme di rapporti sociali ed economici peggiorati sensibilmente.

La tematica sulla valutazione degli effetti, guardando all’oggi, disarticolato e frammentario e al domani nel quale, se sempre peggio, manca proprio quella volontà unitaria che eriga un muro di resistenza che possa proteggere quei diritti acquisiti negli anni dell’idealismo politico ed ora andati persi, da al centenario un suo valore di riferimento.

Livorno non funge però semplicemente da luogo che ospita un fatto, ma in se e per se racconta che non poteva essere luogo migliore per veder nascere il PCI.

centenario PCI

Una dimostrazione viene da quel percorso in crescendo nel quale la città ha dimostrato di essere assoluta protagonista e sempre un paio di passi avanti nel corso della storia sociale ed economica della umanità.

Una città che ospita il congresso di un partito, quello socialista, che trova un appoggio di sostanza in una città quale Livorno.

Difficilmente si organizza un evento di portata nazionale in un luogo che si sa essere poco favorevole ad ospitarlo.

Livorno ha nel proprio DNA storico una matrice di “sinistra” non di poco conto, che piaccia o no. La sua nascita deriva dalle Leggi Livornine ampiamente permissive, liberali e all’avanguardia rispetto alla società mondiale del seicento.

Uno spirito che emerge dal buio delle proprie stamperie, senza temere le conseguenze pubblica “Dei delitti e delle pene”, “L’Encyclopedie” e altri libri messi all’indice.

Livorno risorgimentale che nella lotta per cacciare il nemico straniero non aderì alla visuale liberista, liberale, monarchico costituzionalista ma accolse a braccia aperte le idee repubblicane di Mazzini e ancora di più radical-sociali di Garibaldi e, andando avanti, Livorno fu la città dalla quale partì e si diffuse nel paese il pensiero anarchico da Bakunin alla Kuliscioff a Testa e produsse quei deputati socialisti di pensiero radicale come Cavallotti.

Insomma l’humus c’era e Livorno fu lo scenario “sicuro” nel quale quella minoranza ebbe ulteriore stimolo ad uscire dal PSI e a dar vita al PCI del quale fu città rappresentante storica per i decenni successivi.

Si festeggia il centenario ma a Livorno quel pensiero circolava già da diverso tempo prima.

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea anche su cellulare e smartphone con la diretta di Live TV.

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