Liliana Segre nelle scuole toscane per la Shoah

FIRENZE- Il Giorno della Memoria viene celebrato ogni anno e per la Toscana avrà il volto di Liliana Segre che si diffonderà in tutte le scuole.

La cadenza del 27 gennaio è in riferimento a quando l’Armata Rossa arrivò nel campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, il 27 gennaio 1945 e svelò al mondo l’orrore del campo di concentramento liberando i pochi superstiti non eliminati dai nazisti in rapida fuga.

Liliana Segre

Dieci giorni prima buona parte di quei prigionieri furono instradati per essere portati in altri campi e in questa marcia della morte era compresa Liliana Segre, ebrea italiana deportata nel più grande campo di sterminio, un campo centrale e 45 sottocampi per uno sviluppo di 40 km quadrati di inferno il 30 gennaio del ‘44 a 13 anni e poi fatta marciare a piedi notte e giorno fino a raggiungere il campo di Malchow presso Ravensbruck , 650 km, dove venne liberata sempre dall’Armata Rossa il 2 maggio 1945.

Grazie all’impegno e al contributo di Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno e in collaborazione con la associazione Rondine Cittadella della Pace, le parole della Senatrice a vita, Liliana Segre, pronunciate nell’ultimo incontro pubblico con gli studenti lo scorso ottobre arrivano nelle scuole della Toscana e l’evento di diffusione della testimonianza personale della senatrice viene presentato presso la sede di Unicoop Firenze alla presenza degli organizzatori e per la Regione Toscana Alessandra Nardini, assessore regionale alla ricerca e all’istruzione.

Liliana Segre non ha mai dimenticato, mai odiato ma mai perdonato e la testimonianza diretta è un veicolo emotivo efficace per far comprendere le sensazioni, i colori, vincere l’incredulità che potesse essere possibile, non tanto, uccidere in modo crudele così tante persone ma creare quella perfetta macchina cinica che a distanza di decenni suscita un vuoto dentro ognuno che ascolta.

Shoah, prigionieri

Iniziative per ricordare la tragedia della Shoah (lo sterminio del popolo ebraico) ma non solo loro erano nella lista degli umani da eliminare si svolgono in tutta Europa, in Italia : nelle scuole, in Parlamento, nei Comuni, nelle tv.

Quest'anno molto si svolge in forma virtuale e online a causa della pandemia di Covid-19. Sono poi molti i libri e i film consigliati per approfondire meglio.

Un compito che non è solo memoria congelata ma necessità che diviene sempre più necessaria man mano che il tempo passa e le nuove generazioni, più distratte, sono facili ad essere convinte da un negazionismo che avanza e che trae forza dall’ignoranza, dalla mancanza di informazioni.

Lo si capisce dai risultati di una ricerca condotta da Eurispes che rileva che in Italia i negazionisti in 15 anni sono cresciuti dal 2,5% al 15,6 % mentre un altra percentuale, circa il 16% sostiene che la persecuzione sistematica degli ebrei "non ha fatto poi cosi' tanti morti".

I social network sono spesso il luogo dove l’odio corre libero, dove è facile veicolare messaggi che invogliano anche ad azioni che fanno capire quanto il rigurgito del male stia rialzando la propria voce.

Sempre secondo la ricerca il 19,8% crede che Mussolini sia stato un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio e che non ha nessun coinvolgimento con lo sterminio ebraico, il che la dice lunga sul compito delle scuole a saper svolgere la giusta informazione non solo in occasione di date evento ma nell’ambito di traguardare la storia insegnata in modo approfondito quanto invece assai spesso mai raggiunto.

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea su cellulare e smartphone con la diretta di Live TV.

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