Anniversario Moby Prince, sabato la diretta dal Goldoni

LIVORNO - Nel 30° anniversario della tragedia del Moby Prince Comune di Livorno e Fondazione Teatro Goldoni con Associazione “140 Familiari delle Vittime del Moby Prince” e con il supporto di LIONS Club Livorno Host presentano sabato prossimo, 10 aprile, alle ore 18.30, in diretta sulla nostra emittante dal teatro Goldoni di Livorno: REQUIEM K626 di Mozart con Francesca Maionchi soprano - Cecilia Bernini mezzosoprano, Gianni Mongiardino tenore - Paolo Pecchioli basso, orchestra del Teatro Goldoni di Livorno, Scola Cantorum Labronica - Maestro del coro Maurizio Preziosi, Direttore Giovanni Di Stefano.

Intanto nelle scorse ore l'ex senatore Silvio Lai, che nella scorsa legislatura ha guidato la commissione parlamentare d'inchiesta che con le sue conclusioni ha permesso la riapertura delle indagini su quella che fu la più grande tragedia della marineria italiana avvenuta trent'anni fa, la notte del 10 aprile 1991, quando 140 persone tra passeggeri ed equipaggio, morirono nel traghetto incendiatosi dopo la collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada livornese.

"Credo che una commissione bicamerale d'inchiesta sarebbe molto utile per completare il puzzle necessario a ricostruire la verità intorno alla vicenda del Moby Prince - ha spiegato Lai - Permetterebbe di lavorare con calma alla ricerca di quei tasselli che ancora mancano per ricostruire interamente l'accaduto. Un esempio? Noi abbiamo potuto sbobinare solo le registrazioni del canale unico di soccorso, ma sarebbe interessante ascoltare anche le bobine degli altri canali commerciali che registrarono conversazioni, che possono risultare utili a cercare nuovi spunti d'indagine, tra i natanti che erano presenti in rada al momento dell'incidente". La richiesta di una commissione bicamerale arriva anche dai parenti delle vittime che ne chiedono l'istituzione attraverso le proposte di legge bipartisan tuttora giacenti in Parlamento. "Ci sono aspetti da chiarire - conclude Lai - a cominciare da quell'accordo assicurativo tra Snam e Navarma teso a chiudere qualunque ulteriore accertamento sullo stato delle due navi, ormai entrambe demolite. Un altro spunto potrebbe essere quello della ricerca di eventuali rottami sul fondale marino".

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