Bonaparte, il Corso e il suo primo incontro con il mondo

LIVORNO -Era impaziente ed entusiasta, trionfante sugli austriaci in una guerra non ancora finita, anzi al suo momento più cruciale, Napoleone Bonaparte, ancora generale, lascia la linea del fronte per correre in Toscana.

Una Toscana che avrebbe rivisto altre volte, l’ultima nell’esilio elbano dove vi risiedette per 10 mesi come sovrano esiliato.

La vuole vedere perché è la terra dei suoi antenati, galoppa fino a Livorno, la prima città che gli appare davanti agli occhi di un ragazzino di 10 anni che accompagna il padre in un viaggio che lo riguarda, rintracciare elementi di nobiltà, anche lontana, che potrebbero permettergli di essere iscritto alla scuola militare di Brienne, in Francia.

Possiamo immaginare quel personaggio ancora non mondiale ma semplice ragazzo che nel corso della sua vita aveva solo visto il piccolo borgo di Ajaccio, in Corsica, dove era nato.

la traversata marittima e il primo contatto con l’Europa proprio approdando nel trafficato porto di Livorno, un ricordo indelebile tra suoni, odori, colori di questa città portuale.

Importante dal punto di vista economico e militare ma per quel generale è anche la voglia di rivedere un luogo da lui già visto, riviverlo.

Il governatore Francesco Spannocchi gli va incontro e su quello che oggi è Via Garibaldi, all’incrocio con Via Galilei, dove si erge l’ITI, una lapide posta all’edificio accanto, racconta di questo incontro che iniziò in modo brusco.

Bonaparte scende da cavallo, si fece incontro al codazzo dei nobill giunti ad ossequiarlo e da un ceffone al governatore punendolo di quella ipocrisia che lo vede ora a lui sorridente e fino al giorno prima solerte nell’aiutare gli amici inglesi ad andar via velocemente.

La città ebbe con lui una enorme trasformazione. Lungo la via dei condotti, per evitare sequestri o altre violenze venne posto il campo militare dei soldati.

Tende nelle quali si dormiva per terra, Parterre, e anche se oggi è dedicato al Presidente Pertini, nei livornesi doc, il luogo conserva l’antico nome.

Il grande edificio della Camera di Commercio e l’idea di avere un luogo che rappresentasse tutte le economie, l’intero disegno di accrescimento urbano al di fuori del circuito dei fossi, cominciando dal borgo del pontino, il disegno di sistemazione delle prime industrie nell’area San Marco.

Bonaparte ebbe sempre pensieri elevati per questa città, rendendola capitale del dipartimento del mediterraneo e facendole superare così Genova e naturalmente Pisa ma i labronici non dimenticarono il loro carattere sempre ilare e per loro Enne, rimase Nuvolone, perché sugli editti stampati, la parola posta in cima Nou Voulons, Nous Voulons, piaceva poco...

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea su cellulare e smartphone con la diretta di Live Tv

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