Case popolari, cosa cambia in Toscana

Alla fine, poco dopo le 20 del 14 settembre, il Consiglio regionale ha approvato la nuova legge sulle case popolari. Che introduce significative novità. L'hanno votata in 23, 11 consiglieri si sono astenuti. Dopo tante polemiche la quadratura del cerchio è stato un emendamento condiviso da Lega e Partito Democratico. Essa prevede l’obbligo per i cittadini di documentare il reddito e il patrimonio del paese in cui hanno la residenza fiscale. Non lo dovrà afre chi è in possesso dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria e chi non autocertificano residenza fiscale in Italia,

Nelle dichiarazioni di voto, il consigliere Diego Petrucci (FdI) ha sottolineato la avanzata dal proprio gruppo, che premia la storicità della residenza.

Per Elisa Montemagni (Lega) “abbiamo evoluto la nostra posizione, dall’iniziale e obbligato ostruzionismo all’astensione motivata, su un testo ancora perfettibile, ma che rende comunque equo l’accesso ai bandi”. .

“Apprezzo l’approdo al quale siamo arrivati e la maturazione dei colleghi della Lega”, così diceil presidente del gruppo del Partito democratico, Vincenzo Ceccarelli:

Per Ceccarelli e per tutta la maggioranza la legge si rendeva necessaria dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, che rischiava di mettere in seria difficoltà i Comuni nell’approvazione dei bandi.

Di “punto di incontro positivo” ha parlato anche il vicepresidente del Consiglio Stefano Scaramelli (Iv): “il Consiglio regionale nel suo complesso ha fatto un buon lavoro, l’edilizia residenziale pubblica è una sfida da vincere insieme”.

Anche il presidente dell’Assemblea toscana, Antonio Mazzeo, nel chiudere i lavori, ha ringraziato tutte le forze politiche per l’operato.

Tutte le novità sulle case popolari sono in Regionando, in onda venerdì alle 21.15.

Condividi questo articolo

Pubblicità