Green Pass, in centinaia contro il “lasciapassare”

Livorno- Si scaldano le piazze, è la risposta alla linea decisa dal governo in merito alle mura del Green Pass, alla questione tamponi.

Tema unico ma differenti composizioni.

Ci sono quelle che si concentrano su imposizioni legate all’aspetto lavorativo e quelle che partono dal rifiuto sulla questione fin dalle sue origini.

Davanti al Palazzo Civico di Livorno c’è il presidio di protesta organizzato dai militanti di Libertà Valore Universale che già da mesi scendono in strada contro i vaccini e le certificazioni verdi.

Un fronte che però è variegato al suo interno: ci sono quelli che non si esprimono sulla questione vaccini ma giudicano un atto di imperio il Green Pass come lasciapassare per una vita regolare.

Ci sono quelli che sono contrari alla obbligatorietà del vaccino, e qui si entra su altri aspetti che a loro premono.

La manifestazione ha i suoi cartelli nei quali diviene una necessità dover scrivere che “loro” non sono NO Vax, ma la questione Green Pass è combattuta guardando alla Costituzione, guardano alle linee di condotta indicate dal Consiglio dell’Unione Europea.

Perchè l’Italia intraprende la strada più rigida?

Un paese che beneficia di una copertura che arriva all’80% e che quindi entra nel calcolo della “immunità di gregge”.

Il Green Pass diviene un vincolo necessario per qualsiasi cosa, lavoro compreso e questo presuppone che, semmai qualcuno avesse scelto di non vaccinarsi per una serie di differenti circostanze: non crederci, proprie condizioni di salute, anche il timore di conseguenze successive, viene spazzato via da un diktat quale l’Aut Aut discriminatorio; o segui la via decisa dal governo o sei fuori praticamente dalla società stessa; dal luogo di lavoro, ai luoghi ricreativi. Una sorta di marchiatura che chiude chi abbraccia questa linea di pensiero, in un angolo buio.

Le alternative? Al momento solo aspettare. Aspettare che tutto rientri nel ciclo ordinario della vita e il Covid diventi una presenza “terziaria”. Accadrà? Se la storia di una epidemia, divenuta pandemia, segue circostanze già avvenute in passato, avverrà, ma ci vorrà del tempo, almeno tre anni.

E’ possibile quindi imporre comportamenti senza la libera accettazione di chi li riceve e per certi versi punire l’idea di avere la libertà-diritto di decidere, per evitare conseguenze di off-limits nel vivere quotidiano?

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea anche su cellulare e smartphone con la diretta di Live Tv.

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