Droga della ‘ndrangheta, arrestati anche tre portuali

Tre portuali livornesi in carcere con accuse gravi di favoreggiamento delle cosche calabresi della 'ndrangheta. E anche quest'ultima vastissima operazione conferma che il porto di Livorno è al centro dei grandi traffici mondiali di droga. E’ una porta di ingresso della cocaina del Sudamerica che poi arriva in tutta Europa.  L'inchiesta stavolta è della Direzione distrettuale antimafia. Ha portato a 14 misure cautelari, l'hanno condotta la squadra mobile di Reggio Calabria e la polizia di mezza Italia (anche di Livorno e Firenze naturalmente).

Il ruolo dei tre portuali nel sostegno alla ndrangheta

I tre portuali arrestati avrebbero favorito il lavoro di alcuni esponenti della ndrangheta. Le accuse per loro sono gravi: avrebbero vigilato sull’arrivo del carico illegale, avrebbero agevolato lo spostamento all’esterno. Un altro portuale, sottoposto a obbligo di dimora, si occupava della logistica, insomma forniva gli appartamenti ai criminali in Toscana. Ci sono delle intercettazioni a provare il loro coinvolgimento: E ci sono anche dei dialoghi sulla posizione del container con la droga e sui lucchetti da aprire o chiudere.

Le menti dell’operazione sono esponenti della cosca del boss Molè che ora, grazie a questa indagine, è stata sgominata. Tra l’altro, particolare di rilievo, la cosca controlla anche il mercato del pesce nella zona di Gioia Tauro.

Una rete mafiosa diffusa in tutta Italia

In totale sono 104 gli arresti in tre regioni. Per gli indagati le ipotesi di reato sono: associazione mafiosa, concorso esterno, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, autoriciclaggio, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, produzione, traffico e cessione di sostanze stupefacenti, usura, bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione. In Toscana è scattato l’arresto anche per un broker e un dipendente dell’amministrazione civile del Ministero dell’Interno che avrebbe falsificato die passaporti.

Insieme allo scalo di Livorno al centro delle indagini c’è quello di Gioia Tauro. E proprio da lì sono partite le indagini. Numerose le scoperte rivelatrici in questi ultimi due anni. Con sequestri di decine e decine di chili di cocaina anche a Livorno, come quello del novembre 2019 (430 panetti da oltre un chilo ciascuno).

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La foto è di archivio (Pixabay)

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