La dad crea disuguaglianze, le scuole restano aperte

La scuola è una priorità del governo, la dad (la didattica a distanza) produce troppe disuguaglianze. Perciò il governo adesso tiene aperte le scuole. Parole chiare quelle del presidente del Consiglio Mario Draghi. La sua conferenza stampa di questo lunedì era la più attesa e forse la più difficile. “E’ un atto riparatorio – commenta lui stesso alla fine –, avevo sottovalutato le attese dei cittadini". E così adesso, cinque giorni dopo l’ultimo decreto, spiega i provvedimenti più importanti adottati nell’ultimo Consiglio dei ministri. Una sintesi delle parole di Draghi è nei nostri telegiornali della sera e della notte.

La fiducia che dobbiamo avere grazie ai vaccini

Il momento va affrontato con fiducia e soprattutto unità, dice Draghi all’inizio. Ma perché dobbiamo avere fiducia in una situazione ancora molto complicata? Per i vaccini, che oggi fanno la differenza rispetto ad un anno fa. Il ministro Speranza aggiunge che i vaccini proteggono anche dalla variante Omicron: all’’88% addirittura, secondo uno studio inglese.

Evitare la dad finchè è possibile

Uno dei nodi in queste ore è certamente quello della scuola. La prima domanda dei giornalisti è proprio su questo. Non si poteva posticipare il rientro in aula dopo le vacanze? La risposta sta nei dati che dimostrano come la dad abbia creato nuove e grandi disuguaglianze. “E poi teniamo i ragazzi fuori dalle aule e consentiamo loro di andare in pizzeria la sera?”

Terapie intensive, i due terzi sono non vaccinati

Sia Draghi che il ministro Speranza evidenziano che oggi sono vaccinati nove italiani su dieci ma che in terapia intensiva ci sono per 2/3 persone non vaccinate, che occupano anche la metà dei posti letto in area non critica. Il rischio dell’aggravarsi delle conseguenze per chi ha più di 50 anni ha convinto a correre ai ripari intanto per queste fasce di età.

Su questo, commenta ancora Draghi, le differenze tra i partiti della maggioranza non sono state un ostacolo. Ritiene fisiologico che su decisioni così importanti emergano alcune differenze. Che però – assicura – non sono mai sfociate in dissenso neppure nel Comitato tecnico scientifico.

Resta il dilemma del Quirinale

Il presidente del Consiglio però delude le aspettative di chi pensava che dicesse qualcosa sul Quirinale. E così resta il dubbio se sarà proprio lui il candidato forte per succedere a Mattarella (molto dipenderà certo dai partiti). Dal 24 gennaio in Parlamento voteranno anche 58 delegati delle regioni, tre li sceglierà il Consiglio regionale della Toscana. La votazione avverrà martedì 18 gennaio a Firenze, nel pomeriggio. Saranno due i grandi elettori della maggioranza e uno dell’opposizione.

Foto: governo.it

Condividi questo articolo

Pubblicità