A messa con la Ffp2, la lettera dei vescovi

Alla messa con la mascherina più protettiva, la ffp2. E’ una raccomandazione che i vescovi affidano ai parroci e ai fedeli: Cresce infatti la preoccupazione per l’escalation di contagi.

I vescovi allora invitano a “prudenza, senso di responsabilità, rispetto delle indicazioni”,. E ricordano in una lettera che restano in vigore le norme concordate con il governo nel maggio 2020.

Tutte le regole in chiesa e fuori

Per questa ragione non serve il green pass per partecipare alle liturgie, ma è necessario quello rafforzato per l’accesso alle attività collegate:  nei bar degli oratori, nei musei, nelle strutture sportive, nelle feste e comunque per qualsiasi attività culturale, sociale e ricreativa.

La Ffp 2 è necessaria per i catechisti e gli animatori

In chiesa, per le celebrazioni, c’è comunque l’obbligo di mascherine (almeno quelle chirurgiche) e di distanziamento tra i banchi. C’è il divieto dello scambio della pace con la stretta di mano. Le acquasantiere devono restare vuote. E poi il gel igienizzante deve essere sempre disponibile e i responsabili ogni volta devono sanificare le panche, le sedie, le maniglie e ogni superficie utilizzata.

Al catechismo non potranno partecipare i ragazzi che a scuola sono in “sorveglianza con testing” perché entrati in contatto con un positivo. Per catechisti, animatori ed educatori la raccomandazione all’utilizzo delle Fffp2 è più pressante e diventa quasi un obbligo.

Così come accade per il personale universitario, dal primo febbraio il personale delle Facoltà teologiche e degli Istituti di scienze religiose, oltre che i docenti dei corsi dei seminari è tenuto a possedere il Green pass rafforzato.

Per palare della messa con la Ffp2, un servizio è nei nostri telegiornali di oggi, qui la lettera integrale dei vescovi.

Condividi questo articolo

Pubblicità