Due anni di Covid: parla l’infettivologo Menichetti

Due anni di Covid e l’allarme non è ancora finito. Certo, il virus oggi fa meno paura e stiamo registrando una regressione del contagio. Ma le preoccupazioni restano. Se ne fa interprete nel nostro telegiornale il prof. Francesco Menichetti, che abbiamo intervistato. Sarà nostro ospite venerdì 25 febbraio nalla nostra trasmissione “Il Personaggio”.

“La nuova fase deve farci stare più tranquilli – dice ma non possiamo perdere alcune buone abitudini. Per esempio ancora per un po’ è opportuno indossare la mascherina al chiuso e nei luoghi affollati”. Menichetti ha diretto fino al novembre scorso la clinica di malattie infettive dell’ospedale di Pisa e adesso opera in libera professione a San Rossore. Studia e cura gli effetti del cosiddetto “long covid”. Alcuni di questi interessano organi come il cuore, i polmoni, il cervello. In molti casi ci sono effetti psicofisici come la spossatezza persistente, che rende più complessa anche la vita sociale e professionale.

Secondo Agenas, l’agenzia nazionale di sanità, oggi i reparti di terapia intensiva registrano una occupazione al 10% dei posti disponibili, con punte in Calabria e Liguria (rispettivamente al 13 e 12%). La Toscana è ferma al 10%, mentre è più alta qui la percentuale di letti occupati in area non critica: 19%.  Tuttavia non sono dati allarmanti, tanto che il presidente Giani auspica un ritorno alla zona bianca, già ai primi di marzo.

Proprio in queste ore il commissario Figliuolo ha visitato l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

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