Un’altra piazza per la pace

Un’altra piazza per la pace. E’ quella di Livorno, Piazza del Luogo Pio, che ancora oggi porta i segni, le ferite, di una guerra e dei bombardamenti.

Qui la Comunità di Sant’Egidio ha chiamato cittadini e associazioni e ha invocato ancora la fine della guerra, con le parole e con i gesti. L’appello, che si è tradotto anche nello slogan “Kiev Città Aperta”, si manifesta in un impegno concreto e già molto attivo. La Comunità di Sant’Egidio infatti, che ha un respiro internazionale, opera già in Polonia e Ungheria e aiuta le migliaia di profughi fuggiti dall’Ucraina.

Ci sono il vescovo, il sindaco e centinaia di persone. C’è anche una folta rappresentanza della comunità ucraina. Sono quasi tutte donne, molti loro mariti, figli, nipoti sono sul fronte di guerra. La testimonianza di una di loro, Lada, richiama tutta la drammaticità di una guerra che è un colpo al cuore per una Europa abituata alla pace. E Gloria, che è livornese ee ha 83 anni, ricorda l’altra guerra, quella che si concluse nel 1945 quando lei aveva 6 anni.

Il sindaco Salvetti ricorda anche che è partito un progetto per garantire sostegno ai profughi: "Livorno per la Pace". C'è anche un conoto corrente con questo codice iban:  IT 43 X 01030 13900 00000691154

Nei nostri telegiornali della sera e della notte (qui lo streaming) ci sarà un ampio servizio sull’evento. Abbiamo realizzato in questa piazza della pace anche alcune interviste che trasmetteremo durante la trasmissione “Il mio Consiglio” di sabato 5 marzo (in diretta alle 9.30 del mattino).

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