Con la pandemia una impennata di dipendenze

PISA - La pandemia ci ha cambiati, profondamente acuendo sintomi in passato solo lievi e generando un aumento delle richieste da parte dei pazienti per il 71% degli psicologi rispetto all’era pre-Covid. A Pisa ad esempio  si registra inoltre un’impennata di comportamenti a rischio, segnalata dal 64% dei professionisti che ha partecipato alla ricerca.

A soffrire maggiormente di una diffusa condizione di malessere è stata in particolare la fascia degli adolescenti, mentre i disturbi più ricorrenti si chiamano ansia e depressione, seguiti a ruota da problematiche relazionali.

“Un quadro tristemente composito - commenta la presidente Maria Antonietta Gulino - che ci restituisce una fotografia dettagliata dello stato di salute psicologica dei toscani durante questi due anni di Covid. L’isolamento forzato e le restrizioni in certi casi hanno accentuato problematiche, contrasti e incognite preesistenti, mentre in altri hanno innescato nuovi timori e forme di disagio”.

La provincia di Pisa, in particolare, è tristemente sul podio per quanto concerne l’aumento dei comportamenti a rischio, come il ricorso a droghe e gioco d’azzardo o quello eccessivo all’alcool e al fumo. Una tendenza che si rivela particolarmente in crescita in tutta la costa toscana e che vede la città della torre pendente al terzo posto in regione con il 64% di segnalazioni da parte degli psicologi, alle spalle di Livorno (69%) e Lucca (70%) In provincia di Pisa, inoltre, la pandemia ha prodotto contraccolpi importanti anche sulla vita di coppia, dal momento che il 51% dei professionisti coinvolti nel questionario riporta di un aumento dei casi di separazione o divorzio.

 

Nell’area nord ovest della Toscana, inoltre, la pandemia ha prodotto un forte aumento delle richieste per i bambini (segnalato dal 71% dei professionisti che seguono questa fascia di età). Da parte degli anziani, nella stessa area territoriale, si registra invece un incremento delle richieste per il 34% degli psicologi campionati. Stando invece al dato regionale, la fascia che in Toscana ha subito maggiormente l’influsso negativo della pandemia è quella degli adolescenti, che fa segnare una crescita regionale delle richieste addirittura per l’81% dei professionisti campionati.

Nella scala delle principali preoccupazioni riportate dai pazienti campeggiano la paura del futuro, indicata dal 40% degli psicologi, il timore dell’abbandono e della solitudine rilevata dal 26,9%, paure delle malattie e della morte dal 15,2%, paura per le relazioni extra-familiari dall’8,8%, paura per i propri familiari dal 6,6% e paura di perdere il lavoro dal 2,1%.

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