Siccità, parla l’esperto

FIRENZE - Raccogliere e ridistribuire: servono impianti di irrigazione che sfruttino l'acqua raccolta negli invasi. Così il professore Simone Orlandini, direttore del Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali (Dagri) dell'Università di Firenze, che auspica interventi veloci a fronte della grande siccità che sta mettendo a dura prova anche  la Toscana .

  "I laghetti collinari, costruiti negli anni Sessanta, andrebbero ripresi e ristrutturati - aggiunge in una nota -. Il territorio regionale presenta comunque una morfologia che ben si adatta anche a nuove realizzazioni: gli invasi sono preziosi sistemi d'immagazzinamento dell'acqua che, insieme a opere di canalizzazione, drenaggio e terrazzamenti servono, anche sul fronte apposto, a regimentare deflussi estremi evitando dissesti idrogeologici e allegamenti". Per Orlandini, "l'aspetto da mettere in rilievo è che nel complesso l'acqua non manca, ma si distribuisce in modo non regolare e non rispondente alle esigenze della agricoltura. La tecnica mette oggi a disposizione impianti irrigui che consentono di massimizzare l'efficienza dell'uso dell'acqua, riducendo le perdite e massimizzando i benefici per le colture e per gli allevamenti".

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