78° della Strage di Sant’Anna, il dovere della memoria

SANT’ANNA STAZZEMA- L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema rappresenta una delle ferite più profonde inferte dal nazifascismo all’Italia. Quella mattina del 12 agosto 1944 l'essenza stessa dell'umanità veniva a mancare con un costo di 560 vittime civili inermi, tra cui anziani, donne e 130 bambini. A 78 anni di distanza la memoria di quella strage serve a ricordare che il ripudio della guerra e della violenza è un dovere imprescindibile ed uno dei pilastri su cui la Repubblica è stata fondata. Questi i messaggi espressi dalle massime istituzioni presenti al sacrario in occasione dell’anniversario della strage.

Il dovere della memoria non deve essere solo un impegno istituzionale ma di ogni singolo cittadino. Onorare il sacrificio di chi ci ha preceduto per permettere una migliore condizione di libertà per le successive generazioni. Gli italiani hanno il dovere di essere riconoscenti ai testimoni di quegli eventi, che calano di anno in anno, ai familiari delle vittime, a quanti si sono impegnati negli anni a ricostruire circostanze ed eventi, a ricomporre le storie individuali. In questa giornata ha preso vita ufficiale la Rete dei Comuni vittime delle stragi nazi-fasciste. 25 quelli di partenza ma se ne stanno associando altri. Il loro impegno sarà quello di sviluppare iniziative volte alle nuove generazioni e alla creazione di eventi dinamici che permettano una memoria fresca e viva, perché il monito di essere vigili ad ogni minaccia di libertà deve essere permanente alle generazioni che si succederanno.

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