Nuclear Weapons: New Risks

CASTIGLIONCELLO- XIX edizione dell’International Conference dal titolo “Nuclear Weapons: New Risks.” L’evento, organizzato dalle Pugwash Conferences on Science and World Affairs e dall’Unione degli Scienziati Per Il Disarmo (USPID), si è avvalso della collaborazione del Comune di Rosignano Marittimo, del Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace dell’Università di Pisa, del Centro Interdipartimentale di Ricerche per la Pace dell’Università di Bari ed infine del Gruppo Interdisciplinare su Scienza, Tecnologia e Società dell’Area della Ricerca di Pisa del CNR. E’ stato supportato dalle associazioni Frontier Detectors for Frontier Physics e Ricerca Fondamentale in Fisica.
E’ possibile rilanciare politiche di controllo degli armamenti in un momento storico come quello attuale? Quali nuovi rischi sul fronte nucleare dovranno essere affrontati nel prossimo futuro? Questi importanti interrogativi hanno fatto da sfondo alla prestigiosa
conferenza alla quale ha partecipato un nutrito gruppo di esperti nazionali ed internazionali.
Il dossier nucleare, alla luce dei tragici eventi legati al conflitto russo-ucraino ancora in corso, è tornato ad essere un tema di grande attualità e pone sfide alle quali è doveroso trovare, con urgenza, risposte concrete, soprattutto a seguito delle minacce messe in atto dal Presidente russo Vladimir Putin di un possibile utilizzo di armi nucleari tattiche. Dalla fine della Guerra Fredda la retorica sul senso ed uso delle armi nucleari è mutata in modo significativo passando da un approccio collaborativo ad uno di aperta sfida tra le potenze nucleari. Nel corso dell’ultimo decennio alcuni tra i più importanti Trattati bilaterali tra Stati Uniti e Russia sono stati stracciati mettendo in pericolo l’intera architettura del controllo degli armamenti. Durante il convegno è emersa la piena sintonia tra gli esperti nel ribadire come l’attuale guerra in Ucraina, al di là della sua dimensione geopolitica locale sia da intendersi anche come il punto apicale di una escalation della competizione politico-militare tra Stati Uniti e Russia che, se non fermata in tempo, rischia di portare a conflitti allargati. In questa ottica il preoccupante coinvolgimento diretto ed indiretto di attori internazionali dotati di armi nucleari e la esplicita minaccia di un loro possibile utilizzo deve essere quanto prima scongiurata, introducendo decise azioni politiche e diplomatiche capaci di ristabilire innanzitutto un auspicato cessate il fuoco tra le parti in conflitto.
nuclear weapons

La presenza e l’esistenza di circa 100 testate (del tipo B-61) sul suolo di 5 paesi europei, tra cui l’Italia, appare problematica, se non addirittura controversa: infatti per molti esperti si tratta di armi obsolete, con alto costo di manutenzione che rivestono un ruolo di deterrenza che sembra ormai divenuto solo simbolico nei rapporti tra gli Stati Uniti ed i paesi europei. Si è inoltre sottolineata con preoccupazione la corsa alla militarizzazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) ed il pericoloso impatto che potrebbe avere sulla stabilità nucleare. Come ha sottolineato uno dei relatori, se da una parte tale sistema  sarebbe in grado di garantire una serie di vantaggi ipotetici, dall’altro può creare rischi addizionali legati a malfunzionamenti o manipolazioni ostili, rendendo l’utilizzo di IA molto pericoloso.
Per concludere, il sostanziale fallimento della Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione, che si è svolto presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nell’agosto 2022, causato principalmente dal rifiuto da parte della Russia di accettare la dichiarazione finale congiunta e la mancata adesione al Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (entrato in vigore nel gennaio 2021) delle potenze nucleari, rende quanto mai improbabile la possibilità che il mondo possa definitivamente fare a meno delle armi nucleari in un prossimo futuro.

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