La Toscana sempre all’avanguardia nei Diritti

Firenze- La Toscana sempre all’avanguardia nel cammino dei Diritti. La festa della Toscana è dedicata alla decisione del Granduca Pietro Leopoldo nel decidere la abolizione della pena di morte e la tortura il 30 novembre 1786, primo paese al mondo, altri paesi ancora oggi non possiedono questo valore dedicato al rispetto del genere umano, ma è giusto non guardare a quel gesto come ad un esempio isolato da grande luminare, bensì un processo di acquisizione dei diritti che la Toscana ha sempre avuto, anticipando sempre quel resto del mondo che le stava intorno. La Toscana lo fa partendo da zero, dopo il profondo trauma che separa il mondo antico da quello medioevale, nel quale il potere di decidere spettava solo alla nobiltà guerriera e alle gerarchie ecclesiastiche. Un primo passo verso lo smantellamento di quel sistema rigido e chiuso che era il feudalesimo e che comincia proprio in Toscana con un primo passo, quello di Lamberto Orlandi che nel 1081 ottiene dall’Imperatore Enrico IV il diritto ad inserire i Grandi Mercanti nelle decisioni politiche della città, facendo nascere, di fatto il primo Comune della Storia. Il fenomeno dei comuni quindi si allarga e raggiunge più città, tra queste Firenze dove si compie un altro passo significativo, quello della riforma imposta da Giano della Bella nel 1293 che introdusse alla partecipazione politica anche le categorie economiche più basse, le Arti Minori e impose alla nobiltà il dovere di iscriversi ad un arte per avere il diritto di esprimere la propria posizione poiché il bene di una comunità si misurava con il lavoro e non con il retaggio di sangue, cosa certo non da poco. Altro passo in avanti nasce a seguito del celebre Tumulto dei Ciompi che vede nel 1378 Michele di Lando farsi portavoce delle classi più umili, affinché anche loro avessero diritto di parola. La potente famiglia dei Medici che divenne Signora della Toscana non dimenticò questo percorso e ogni giorno apriva il proprio palazzo alle udienze, ai poveri toccava il giovedi. Di questa famiglia si erge a ulteriore progresso il Granduca Ferdinando che nel 1594, con le Leggi Livornine seppe costruire il modello di una società nuova nella città nuova da lui voluta, Livorno, cosmopolita, egualitaria, senza alcun pregiudizio di base. Lo stesso Granduca favorì l’espansione dell’Ordine dei Padri Barnabiti, favorendo la loro missione, quella di insegnare a leggere e a scrivere alle classi più umili.

Toscana e Pietro Leopoldo

La Toscana divenne il paese dove quasi 1 persona su 2 era alfabetizzata, un traguardo non da poco ed al quale si aggiunse il valore del pieno rispetto della vita di ognuno con quanto volle Pietro Leopoldo e che rappresenta un apice di riferimento perché di primogenitura mondiale. Altri passi avanti, alla avanguardia sarebbero stati compiuti se fosse stata sviluppata e diffusa quella costituzione pensata nel 1847 dal Granduca Leopoldo II basata su un suffragio universale maschile che l’Italia avrebbe avuto solo 65 anni dopo. La storia dette spazio ad altri Stati che imposero modelli che per la Toscana erano vetusti e che richiesero degli anni per fare passi indietro e attendere l’arrivo di quella Costituzione del 1948 che riaprì il cammino dei pieni diritti.

Condividi questo articolo

Pubblicità