Giornata dei Diritti Umani, la Toscana in piazza

FIRENZE - Nella giornata mondiale dei diritti umani la Toscana scende in piazza per i suoi nuovi martiri, i giovani iraniani. E chiama a raccolta le sue energie per i volti che stanno sul manifesto che Eugenio Giani ha scoperto sulla facciata di palazzo Strozzi Sacrati. Lì ci sono ragazzini appena adolescenti, in qualche caso bambini, già morti o condannati per mano della Repubblica Islamica, impegnata a macellare i suoi figli perché chiedono ‘libertà’.
Nella giornata mondiale dei diritti umani, ‘La Toscana delle donne’, la manifestazione condotta da Cristina Manetti, onora così l’impegno preso davanti alle donne iraniane del Movimento donne vita e libertà: “Saremo in piazza accanto a voi”.
La manifestazione è di forte impatto. Decine di giovani iraniani si presentano con felpa bianca a scritta in arabo e italiano: sono legati tra loro con una corda, alcuni hanno un cappio al collo, altri le mani legate, altri ancora una benda sugli occhi, a simboleggiare tortura, condanna e prigionia del regime. Occupano l’intero scalone del palazzo, mentre al piano terra suona il quartetto Gynaikos della Scuola di musica di Fiesole che esegue musiche di J. Haydin. Alle spalle delle giovani musiciste il silenzio e i singhiozzi di chi sfila mostrando al mondo i volti di vittime. Ragazzi, bambini, donne e uomini.

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Giani dichiara “Solidarietà a coloro che stanno soffrendo in Iran per una tirannia che il mondo non può più accettare. Dallo sgomento bisogna passare a dare voce alla lotta, alla libertà e ai diritti, dobbiamo stringerci tutti insieme a queste donne iraniane” dice il presidente. “I morti sono centinaia, non possiamo vedere un paese che porta alla morte i suoi figli minori. Serve una campagna a livello internazionale che blocchi quello che sta accadendo” aggiunge Giani.
Nessuno fa caso alla pioggia, né cittadini, né giornalisti, né i politici che pure intervengono davanti al palazzo.

Ci sono tanti iraniani che vivono in Italia, molti di seconda o terza generazione, che piangono mentre invocano ‘libertà’.

Le giovani donne iraniane prendono voce accanto a Giani, davanti alla platea che inneggia slogan in iraniano e in italiano: “No alla dittatura”. “Grazie alla Regione Toscana per aver fatto un atto concreto per dimostrare che sono dalla nostra parte” dicono le esponenti del movimento. Alle loro spalle il manifesto enorme dove campeggiano le facce e i numeri del regime. Giani si rivolge ad Alessandra Nardini: la manifestazione, concorda con l’assessora ai diritti umani, si deve fare anche nelle città della Toscana.

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