Il disastro della montagna toscana senza neve

La montagna toscana si lecca le ferite di una stagione insolitamente calda e senza neve. Zero, assolutamente. Prima e durante le feste, il boccone ghiotto per il turismo invernale, non ha mai nevicato.

All’Abetone i responsabili delle strutture parlano di un disastro da almeno dieci milioni di euro che potrà aggravarsi se le cose non cambieranno. E dopo il Covid, che ha condizionato gli ultimi due anni sugli sci, questo potrebbe essere il colpo finale per tante aziende.

Gli operatori di Toscana, Emilia e Abruzzo si stanno coordinando e hanno coinvolto le rispettive Regioni. L’obiettivo ora è quello di presentare un piano a Roma, alla ministra Santanchè. Prevede una copertura finanziaria dei grandi investimenti fatti in questi ultimi anni.

Ma ha l’obiettivo di creare un Appennino sempre attrattivo anche a fronte del cambiamento climatico che stiamo vivendo. E che adesso ci fa apparire come ricordi sbiaditi le grandi nevicate. Che poi, a ben vedere, non sono neppure lontane nel tempo. Nel dicembre del 2020 caddero 258 cm di neve, secondo i dati del Lamma, e fu la nevicata più abbondante degli ultimi trent’anni. Il problema è che l’Appennino in futuro dovrà essere pronto e attrattivo anche per le tante volte (sempre di più) in cui freddo e neve non ci saranno.

Il 9 gennaio a Firenze si riunirà la Commissione aree interne del Consiglio regionale per chiedere al governo e alla giunta regionale interventi urgenti per questo territorio

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