Napoleon, non andateci!

Livorno- La risposta del regista Scott a quei critici che hanno avuto da ridire sul suo ultimo film, Napoleon, è la guida per comprendere con quale spirito vanno viste le 2 ore e mezzo dedicate a quel personaggio che da solo cambiò l’Europa.

Non potete criticarmi perché voi non c’eravate e se vi basate sui libri, ne hanno scritti tanti ma io non li ho letti”. Tutto qui. La risposta è la seguente e va suddivisa tra linee di conoscenza da parte dello spettatore. Per lo scrivente che ha una fila della propria libreria dedicata a quell’uomo e al suo periodo e a tutti coloro che hanno una preparazione “scolastica” dal 7 in su, l’invito di cuore è quello di NON andare a vedere quest’opera cinematografica che in realtà è una grande farsa. Per coloro che hanno una conoscenza generale anche sufficiente e sono attratti dalla curiosità, il risultato sarà una maggiore confusione nella vana ricerca di compensazioni ad incertezze e lacune che alla fine porterà alla conclusione che sarebbe stato meglio non vederlo. Per coloro che hanno una conoscenza assai vaga di Napoleon ma sono stati attratti dal costante battage pubblicitario, dai trailer dal sapore epocale e da una pioggia di giornalismo gossip sul film, quando usciranno dalla sala cinematografica potranno dire che le scene migliori erano quelle dei trailer e bastava vedere quelle, il resto non racconta e non dice niente. L’augurio di fondo è che questo immenso flop sia destinato a convincere il tracotante regista che se non avesse intrapreso questa impresa sarebbe stata la scelta migliore della sua carriera. La voglia di questo articolo sarebbe quella di muovere aspre critiche su tutto il contesto e quindi limitarsi ad alcuni punti risulterebbe anch’esso generico come il film. Il taglio da quattro a due ore e mezza del prodotto, teso a non annoiare il pubblico e a rendere il film più dinamico, non è servito. Il sopore trionfa ancora. Il taglio è stato fatto probabilmente da un bimbo armato di forbici e lasciato a divertirsi con quello che gli capitava tra le mani. Lo stesso Napoleon, l’attore Phoenix, apprezzatissimo in molti dei suoi ruoli, non dovrebbe sperare in alcun modo ad una candidatura all’Oscar per aver interpretato questo ruolo. Se ciò fosse scopriremo che il premio è assegnato in base agli incassi di botteghino e non dalle capacità attoriali che poi è la filosofia di base dell’industria a stelle e strisce. Do assolutamente ragione all’articolo scritto da una giornalista che ha assistito alla “prima” svoltasi a Parigi:

Non potremmo aspettarci di più da un regista inglese e da un attore americano”, calza a pennello. A due secoli di distanza la figura di Napoleon è ancora odiata dal popolo britannico. Dipinto come un piccolo orchetto insaziabile, tale deve rimanere: Brutto, sporco e cattivo. In questo caso Phoenix ha svolto bene il suo compito. A lungo è stato detto che la bravura di Phoenix sta nello studiare nel profondo il personaggio che deve interpretare per fare ingresso nell’aspetto “umano” della figura da interpretare. Può averlo fatto per Jocker, sicuramente non lo ha fatto per l’Imperatore Commodo del film “Il gladiatore”, come non lo ha fatto certo per Napoleon. In questo modo ci si chiede se leggere consista in una lettura sbrigativa di 2 o 3 righe sui social. Può essere, ma in questo caso anche quelle tre righe sono state lette frettolosamente. Fermo qui la stesura di questo mio contributo alla crociata del “non andateci”. Non c’è nulla, proprio nulla, che valga la pensa di salvare. Purtroppo devo muovere una critica ulteriore nei confronti di quei giornalisti che hanno comunque levato plausi alle scene delle battaglie, che alla fine sono tre su una lista di oltre 60 scontri: Tolone, Austerlitz, Waterloo. La critica non è certo sulla necessità di condensare l’aspetto bellico, più che giusto, ma il problema è che da lettore anche delle strategie militari e della conduzione degli scontri di quel periodo, si vede solo una gran confusione. Una sorta di minestrone nel quale rovesciare assieme fanteria, cavalleria e artiglieria fino a dare la sensazione che non ci fosse alcuna strategia ma solo una gran massa di gente mandata allo sbaraglio. 3 milioni gravano sulla coscienza di quell’Orco, ma va ricordato che le Coalizioni create per combatterlo furono in totale 8. Lui combatteva ma c’era che voleva assolutamente abbatterlo e continuava a brigare per poterlo fare. Una spirale che giovava a Napoleon ma che avrebbe costato morti e in questo totale vanno annoverate tutte quelle potenze coronate che non ammettevano che una corona potesse andare sul capo ad un cittadino qualunque che però non fu.

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