Il dramma di Tivoli e i rischi per gli ospedali

Il dramma all’ospedale di Tivoli, vicino a Roma, si è consumato nella tarda serata di venerdì (un servizio nei nostri telegiornali di oggi, 9 dicembre)- Tre i morti, dopo che le fiamme, partite da un locale tecnico, hanno attraversato diversi reparti. Due di loro erano ricoverate a Medicina generale, una in Cardiologia. C’è stato anche un altro decesso, ma non sarebbe da attribuire direttamente all’incendio.

Tutto la struttura è stata evacuata: all’interno, al momento, c’erano duecento pazienti. Tra questi sette bambini e una donna incinta.

Da Tivoli alla Toscana: quale sicurezza per i luoghi di cura?

La tragedia mette al centro ancora una volta il tema della sicurezza degli edifici pubblici. Che per gli ospedali e i luoghi di cura è ancora più importante: l’evacuazione è più complicata dalle condizioni di salute di chi è ricoverato, all’interno ci sono macchinari e sostanze che possono essere pericolosi.

La Procura di Tivoli naturalmente ha aperto un’inchiesta, farà nuovi accertamenti e cercherà di determinare le cause di quanto è accaduto. L’incendio certamente poteva provocare anche conseguenze peggiori.

Alcuni precedenti in Toscana

Un mese fa un principio di incendio c’era stato anche in un deposito di un ospedale toscano, quello di Santa Maria Annunziata a Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze. Nessun ferito, solo paura e danni. Le fiamme in questo caso erano state originate dal gesto sconsiderato di un senzatetto. E’ di pochi giorni fa un altro incendio a Fucecchio, dove hanno sede i servizi amministrativi. E tutti ci ricordiamo cosa avvenne a Pisa, a Cisanello, il 31 dicembre di otto anni fa. Ma i danni e ei disagi sono stati molto contenuti, niente a ache vedere con quanto è accaduto nella notte a Tivoli.

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