Dietro le luci del Natale

Roma- Quello che rende così speciale il Natale è la sua atmosfera magica. Le luci, le decorazioni, gli abeti pieni di palline, le tavole imbandite piene di cibo e i regali che aspettano solo di essere scartati.

Ecco, arriva il solito guastafeste che dati alla mano guarda dietro questo splendore e deve scartare il Natale dalle logiche della sostenibilità e della cura all’ambiente, sempre più eroso dalle variazioni climatiche.

Nel dettaglio i rifiuti in eccesso provenienti da imballaggi, carta, nastri decorativi e cibo fanno scattare dal 20 al 30% la produzione dei rifiuti nel pianeta, quella parte che sta bene ovviamente.

Ogni anno nel periodo natalizio vengono impiegate tonnellate di plastica e carta da imballaggio, spesso non riciclabile, Secondo la agenzia Biffa la stima è di 365.000 chilometri di carta da imballaggio, equivalente a più di mezzo milione di alberi, senza parlare dei nastri decorativi, solo gli americani, ad esempio, consumano 60.000 chilometri di nastro.

Anche le milioni di luci scintillanti che rendono così magico il periodo delle feste rappresentano un danno sul consumo energetico che anche se ricade marginalmente sulla propria bolletta, da parte di chi fornisce l’energia, lo sforzo si raddoppia e richiede tantissima acqua dalle fonti d’origine della sua produzione.

natale e rifiuti

Sfatiamo il mito se è meglio l’albero finto o quello vero. Ovviamente per salvare il pianeta è meglio non abbatterli ma per evitare danni secondari, quelli finti bisognerebbe utilizzarli almeno per 20 anni perché produrli significa immettere il 3,8% in più di anidride carbonica nella atmosfera.

Durante le feste il cibo aumenta, tantissimo. Nel periodo natalizio i consumi alimentari crescono dello 80% rispetto al resto dell’anno.

Questo ha un impatto ambientale importante, perché gran parte di questo cibo viene sprecata. Viene prodotto e venduto più di quanto si consuma e quel che avanza viene buttato via.

Si parla di milioni di tonnellate che finiscono nei rifiuti, una offesa per quella parte del pianeta che ha scarso accesso al cibo.

ogni volta che buttiamo via del cibo, gettiamo anche tutto ciò che è stato coinvolto nella sua produzione: l’allevamento, l’alimentazione, la medicazione, la macellazione, l’imballaggio, la distribuzione e la conservazione frigorifera dell’animale.

Fermiamoci qui, i moralisti li facciamo sempre dopo le feste e forse questo è il danno principale.

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