Appennino senza neve, nuova crisi del turismo

La stagione degli sci è compromessa anche quest’anno, sull’Appennino. Fa troppo caldo, la neve non c’è più e le vacanze di Natale e inizio anno lasciano un segno negativo per le presenze turistiche. La riprova l’avremo solo la prossima settimana, ma alcuni operatori dell’Abetone parlano di disdette e posti vuoti.

Mentre a Natale ha funzionato il richiamo della natura e della buona cucina, insomma, a Capodanno e nei giorni fino al 6 gennaio tutto questo potrebbe non bastare. E gli amanti dello sci scelgono altre mete: soprattutto le Alpi, dove pure non mancano i problemi.

Le previsioni non aiutano l'Appennino

Se diamo un’occhiata alle previsioni, in tv su Telegranducato, notiamo che almeno fino all’Epifania non sembrano esserci le condizioni per nuove nevicate. E dire che la stagione sembrava promettente: nel ponte lungo dell’Immacolata gli impianti erano aperti e avevano funzionato a pieno regime. L’anno scorso accadde lo stesso e la prima parte della stagione, quella della ripresa dal Covid, si rivelò fallimentare: si parlò di una perdita di almeno 50 milioni. Tutto cambiò dopo la metà di gennaio, è vero, ma molto a quel punto era già stato perso. Tanto che la commissione regionale per le aree interne e montane si riunì d’urgenza per affrontare il problema insieme all’assessorato della giunta. La questione è complessa, l’innalzamento medio delle temperature è sotto gli occhi di tutti e le nostre montagne rischiano di rimanere senza neve a lungo, troppo a lungo.

I dubbi sul cambio di strategia

Cambiare visione? Indirizzare ad un turismo di altro genere? Puntare su ambiente e cultura? Certo, tutto questo aiuterebbe. Ma in tanti ritengono che non sarebbe affatto decisivo e gli operatori puntato sui nuovi cannoni sparaneve, almeno all’Abetone. Convinti che non si può rinnegare quello che ha sempre rappresentato la montagna d’inverno per i toscani.

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