Gara per i bus, la procura chiede archiviazione per gli indagati

Nessuna irregolarità nella gara per il trasporto pubblico locale in Toscana, la procura di Firenze ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta. Riguardava il maxi bando unificato per la gestione dei bus in tutta la regione. Valore: 4 miliardi, durata: 11 anni. L’ha vinto Autolinee Toscane, società del gruppo francese Ratp, che già gestisce la nuova metropolitana di Firenze. Ma le polemiche e i ricorsi erano stati molti e hanno fatto ritardare anche l’avvio del servizio.

In questa inchiesta, nei suoi diversi filoni, c’erano nomi eccellenti. L’ex presidente della giunta regionale Enrico Rossi, l’ex assessore Vincenzo Ceccarelli (che ora è capogruppo del Pd), poi funzionari della Regione, alcuni membri della commissione di gara e i vertici di At.

Ora il procuratore aggiunto Luca Turco e il pubblico ministero Antonino Nastasi hanno avanzato istanza di archiviazione al gip per 16 indagati. Secondo quanto riporta La Repubblica però per per loro la procedura della gara fu sì contrassegnata da “anomalie, errori, vizi degli atti amministrativi” ma non al punto da alterare il regolare svolgimento della gara e in ogni caso non con un fine “fraudolento”.

L’inchiesta era partita a seguito degli esposti presentati dalle cooperative di trasporti Cap Prato e Copit di Pistoia, che appartenevano al consorzio Mobit, altro partecipante alla gara. Che adesso annuncia che si opporrà alla richiesta di archiviazione.  Secondo l'ipotesi accusatoria, la maxi gara per il trasporto pubblico regionale sarebbe stata 'orientata' a favore di un concorrente a discapito dell'altro. La notizia di queste ore evidentemente ribalta questa tesi.

 

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