Dopo il crollo dell’intonaco nessun intervento programmato

PISA - Dopo il crollo dell’intonaco nessun intervento programmato. Si, è proprio così! Dopo il crollo dell’intonaco di un intero lato dell’edificio di case popolari a Sant’Ermete avvenuto circa 3 mesi fa sono ancora in corso le verifiche e non si conosce la data dell’inizio dei lavori per ripristinare in sicurezza il palazzo. E’ la denuncia di Diritti in Comune, gruppo del consiglio comunale composto da Una città in Comune e Unione Popolare.

Dopo il crollo dell’intonaco nessun intervento programmato

 

Nelle scorse ore l’audizione in Seconda Commissione di Controllo e Garanzia di Apes, la società che gestisce le case popolari in provincia di Pisa.

 

Obiettivo: comprendere le cause tecniche che hanno generato il crollo dell’intonaco di un edificio nuovo, che era stato inaugurato nel febbraio del 2022, dopo 4 anni di cantiere. Un cantiere, tra l’altro, concluso – fa notare il capogruppo di Diritti in Comune, Francesco auletta - con 679 giorni aggiuntivi rispetto a quanto previsto dal contratto, che ha visto ben 6 varianti per cui il costo è passato dai 2 milioni e 900 mila euro previsto da importo contrattuale a 3 milioni e 700 mila euro.Dopo il crollo dell’intonaco nessun intervento programmato

“Sono passati esattamente tre mesi da quel 24 ottobre in cui avvenne il crollo – lamenta Auletta - e ad oggi non solo i lavori di ripristino non sono iniziati, ma mancano risposte certe sul tipo di lavori da realizzare in quanto, secondo quanto riferito da Apes, sono ancora in corso le verifiche e si attendono i risultati da parte dei laboratori e dei professionisti incaricati di verificare se sulla facciata crollata è sufficiente rimettere solo l’intonaco o occorrerà sostituire l’intero cappotto, e se al contempo sulle altre facciate del palazzo ci sono criticità e quindi se saranno o meno necessari lavori e nel caso quali.

Dopo il crollo dell’intonaco nessun intervento programmatoAd oggi non esiste così ancora un crono programma che stabilisca quando le verifiche saranno concluse, quando inizieranno e quanto dureranno i lavori e se saranno necessari o meno interventi anche sulle altre porzioni dell’edificio. Né ci sono risposte sulle possibili cause di questa vicenda scandalosa ed ingiustificabile visto che si tratta di un immobile, inaugurato neanche 2 anni fa, sul quale fin da subito gli inquilini e le inquiline hanno segnalato ripetutamente ad Apes e al Comune problemi e criticità di sicurezza e vivibilità.Occorre un cambio di passo netto e ribadiamo che il Comune ed Apes devono fare celermente chiarezza su quanto accaduto accertando tutte le responsabilità, comprese eventualmente quelle pubbliche.Quel che è accaduto a Sant’Ermete non però è un caso isolato, come denunciamo da anni – continua Auletta - ma è l’apice di una montagna di responsabilità relative alla cattiva amministrazione del patrimonio di edilizia pubblica.Telegranducato ha realizzato un servizio inserito nel nostro telegiornale e visibile sulla nostra live tv.

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