Controlli a gennaio nel cantiere, non ci furono anomalie

Nesssuna anomalia venne rilevata nei controlli a gennaio, all'interno del cantiere di Firenze dove venerdì ci sono stati cinque morti.

Intanto le istituzioni (Comune, Regione, Governo) sono a fianco delle famiglie delle vittime della strage di Firenze, vogliono la verità, si impegnano perché fatti così non accadano più. Del resto è un fatto che ha scosso tutta Italia. Pensate: l’Università di Pisa ha deciso di rinviare l’inaugurazione dell’anno accademico prevista tra qualche giorno e persino negli stadi nelle partite del fine settimana sono apparsi striscioni di solidarietà e cordoglio.

La visita del ministro

Intanto al cantiere del centro commerciale, come abbiamo visto già nei nostri telegiornali, la ministra del Lavoro ha confermato che ci saranno presto nuove norme, più stringenti.

Riguarderanno anche le regole degli appalti, perché qui c’era davvero un groviglio di ditte e di lavoratori. Erano impegnati nella realizzazione del nuovo supermercato Esselunga (e dei servizi annessi). E anche per la Procura diventa difficile individuare le eventuali responsabilità. Perché la trave ha ceduto trascinando con sé pezzi interi del prefabbricato? E perché ai piani sottostanti gli operai continuavano a lavorare?

Gli operai che erano sopra si sono miracolosamente salvati, chi era sotto non ha avuto scampo.

Controlli a gennaio: no anomalie

Mentre il procuratore capo dice che qui c’erano «diverse criticità». E che alcuni operai sono risultati irregolari in Italia, Gli ispettori della Asl di Firenze tuttavia confermano di aver fatto l’ultimo controllo  il 12 gennaio scorso e che non era stata rilevata nessuna anomali  . Del resto, fa notare il direttore del dipartimento prevenzione, il subappalto di per sé non è il male. Anzi, i subappalti possono garantire efficienza e rapidità di esecuzione, purché naturalmente siano fatti secondo le regole.

Intanto questo lunedì, come abbiamo visto, c’è stato un altro grave infortunio in Toscana e altri sono stati segnalati in varie parti d’Italia. Una tragedia quotidiana, verrebbe da dire. E anche se qualche miglioramento nei dati periodicamente lo registriamo, la strada da percorrere è ancora lunga. Di questo è convinta pure la ministra

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