Nadya è il simbolo di questo 8 marzo

La tragedia di Vicopisano rivela tutto il lato buono dell’umanità. E lo incarna Nadya, donna, straniera, badante. Lei, in servizio di nuovo in quella casa dal primo marzo, poteva certamente salvarsi. Eppure si è buttata nel fuoco, non ha esitato un attimo. Sapeva di rischiare la vita e purtroppo l’ha persa. Voleva portare via Bruna, la sua assistita, avvolta dalle fiamme e dal fumo. Che però evidentemente rappresentava molto di più di un datore di lavoro.

Si alternava nella cura dell’anziana con un’altra donna straniera, che qui chiamano Veronica. Quando erano libere per qualche mese dal lavoro a turno tornavano a casa, in Ucraina. Per tornare dai propri familiari. E qui in effetti erano come donne di famiglia. Condividevano molto con la famiglia di Bruna, momenti insieme, momenti felici.

Ecco, in questa festa della donna Nadya può essere davvero un simbolo vero di un’umanità al femminile. Ricordando anche, cifre alla mano, che negli ultimi due anni sono morte 16 donne in Toscana mentre lavoravano e 39mila hanno subito infortuni più o meno gravi.

Un nuovo servizio nei nostri telegiornali di oggi, 8 marzo.

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