La tragedia di Bologna e i rischi quotidiani nelle nostre case

La tragedia della notte scorsa a Bologna, che è costata la vita a tre bambini (due gemelli di due anni e la sorellina di sei) e alla loro mamma, richiama alla mente i fatti recenti di Vicopisano e Livorno. Lì a Bologna la causa è stata una stufetta elettrica. Il corto circuito avrebbe innescato l’incendio che a sua volta ha generato un fumo acre che li ha uccisi tutti, rendendo l’aria irrespirabile.

L'eroismo della badante a Vicopisano

Più o meno lo stesso motivo di quanto è accaduto poco più di una settimana fa a Cevoli di Vicopisano. I morti erano stati due, due donne. Anche in quel caso un corto circuito aveva causato le fiamme nella stanza dove dormiva una donna di 90 anni. La sua badante ucraina aveva provato a salvarla, con un gesto eroico di altruismo. Non ce l’ha fatta, è morta anche lei ed è diventata per tutti il simbolo dell’8 marzo.

Una candela all'origine delle fiamme a Livorno

A Livorno invece qualche giorno prima la causa era stata una candela lasciata accesa durante il blackout. Da un appartamento al primo piano di questo palazzo del quartiere della Scopaia le fiamme e il fumo si erano propagati velocemente a tutto il condominio. Era morto un uomo, diverse persone erano rimaste intossicate.

Gli appelli dopo la tragedia di Bologna

Il ricordo di questi fatti e il legame con la tragedia di Bologna ci impongono una riflessione sulla sicurezza delle nostre case. Dove a volte basta una distrazione per provocare danni terribili, persino mortali. A molti apparirà superfluo, ma gli esperti raccomandano la massima attenzione nel gestire gli impianti elettrici, sia quelli energivori (come le stufe) sia tutti gli altri. Occorre sempre verificarne la massima efficienza. Anche le cosiddette ciabatte multipresa non devono mai essere sovraccaricate.
E poi c’è il rischio rappresentato dalle candele, dai fornelli, dalle sigarette. Raccomandare la massima prudenza, evitando di lasciare accesi fuochi non sorvegliati può apparire banale, scontato. Ma può davvero salvarci la vita.

 

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