La Moda non è un gioco, oppure si?

Pontedera- La storia della moda raccontata attraverso un videogame, un gioco, con i protagonisti delle grandi maison: da Coco Chanel, a Guccio Gucci, fino a Louis Vuitton, Salvatore Ferragamo e altri. Si chiama “Evol: Threads of Time” l’innovativo progetto sviluppato da Gaia Corsi, studentessa del corso in “Communication Design” di Istituto Modartech, che sarà presentato in occasione del Graduation Day della scuola di alta formazione di Pontedera, tradizionale appuntamento dedicato alla consegna dei diplomi di laurea, in programma dal 26 al 28 marzo. A ricevere le corone d’alloro gli studenti che hanno completato i corsi triennali in “Fashion Design e “Communication Design”.

Tra loro Gaia Corsi, che illustrerà il videogioco dedicato alla storia della moda, raccontata attraverso 14 epoche diverse. Basato su una mappa open world nella quale il giocatore può muoversi liberamente con il suo avatar, il videogame consiste nel completare una serie di missioni per avanzare di livello, ognuna delle quali esplora l’evoluzione della moda attraverso i secoli, dall’Egitto fino ai giorni nostri. Il protagonista potrà conoscere e realizzare abiti dell’antichità e dell’era moderna, incontrando al contempo gli stilisti che hanno dato il nome alle più famose case di moda nel mondo, con i quali dovrà interagire per scoprire la loro storia e i capi che li hanno resi celebri. Accompagna la presentazione un’accurata analisi sulla strategia di lancio e commercializzazione del gioco, basata sullo sviluppo della brand identity e sul concetto di innovazione.

Omaggi alla moda etiope, body positivity, poeti maledetti e inclusività sono gli elementi chiave dei progetti di tesi degli studenti che riceveranno la laurea in Fashion Design. Tra questi gli outfit realizzati con tessuti tipici della cultura etiope, creati dalla studentessa Tigist Santoro, ed esposti da Istituto Modartech in una recente mostra sulla sostenibilità realizzata ad Addis Abeba; collezioni ideate da Giulia Giardi con particolari guaine che pongono l’accento sull’accettazione del proprio corpo ed abiti caratterizzati dal contrasto tra sartoria e interventi 3D, realizzati da Nicola Setaro, premiato nell’ambito di un progetto con la direzione creativa di Achille Lauro.

Upcycling e artigianalità sono il filo conduttore della collezione “Quattro Mani” di Marta Garfagnoli, che mette a confronto due generazioni, nonni e nipoti, contrapponendo sartorialità tradizionale a lavorazioni innovative quali laseratura e sagomatura a foglia di tessuti tecnici. Spazio infine al progetto “Caos/Calma” di Teresa Ferrara, realizzato in lana e panno rigenerati e tessuti a mano su telaio, che fanno da contraltare a tessuti tecnici semi lucidi, totalmente second hand, in grado di riflettere la luce per creare un effetto crespo. Una collezione che si è aggiudicata il primo premio al contest di CNA Federmoda dedicato ai designer emergenti.

Comunicazione innovativa e intelligenza artificale animano i progetti di laurea degli studenti del corso di “Communication Design”: marketing musicale e Tik Tok per la promozione di artisti emergenti è il tema sviluppato da Maddalena Bocelli; copywriting e intelligenza artificale, in un connubio tra creatività e tecnologia sono alla base del progetto di Emma Donnini; ampio spazio anche al mondo del fashion communication sviluppato tra fanzine, cinema e arte.

Anche in queste sessioni di laurea confermiamo la capacità dei nostri studenti nel realizzare progetti altamente innovativi, in grado di farsi notare a livello nazionale ed internazionale – spiega Alessandro Bertini, Direttore di Istituto Modartech. – Penso ad esempio alla recente mostra sulla sostenibilità tutt’ora esposta in Etiopia presso l’Istituto di Cultura Ialiana, dove abbiamo presentato una serie di outfit dei nostri laureandi, o a progetti di comunicazione che rappresentano una vera novità del settore. Testimonianze che attestano la bontà del lavoro svolto, a conferma di un’offerta formativa che guarda sempre al futuro”.

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