Morti sul lavoro: è lontano il ‘rischio zero’

L'obiettivo del 'rischio zero' al lavoro è ancora lontano da raggiungere. Perché in una pasqua di gioia e di serenità per tanti, c’è chi invece si trova a piangere un proprio caro morto sul lavoro (gli ultimi episodi ci sono stati a Lucca e Pontassieve).

Sono state tante le vittime, anche in Toscana, peraltro una delle regioni dove gli incidenti gravi sono meno. E comunque restano troppi: nel 2023 sono stati 51, in media 20 per ogni milione di occupati (in Italia sono 34 per milione).

L'obiettivo del 'rischio zero'

Solo la provincia di Siena ha superato il dato medio italiano. Le province di Massa Carrara e Firenze nel 2023 erano in “zona gialla”. Tutte le altre avevano dati migliori: via via troviamo Lucca, Pisa, Arezzo, Prato, Livorno. Nessun incidente mortale c’è stato l’anno scorso a Grosseto e Pistoia.

Le denunce di infortunio in totale erano diminuite dell'11,2% rispetto al 2022: erano quasi 53mila. Più di tutte (13.500). Poi a Pisa, Lucca, Livorno (5500). Più sotto Arezzo (4100), Siena (3700), Pistoia (2600), Massa Carrara (2500), Prato (2400), Grosseto (2300).
Molte di più sono state le denunce di lavoratoeri uomini (quasi trentamila). Circa 17mila invece quelle delle donne.

Come funzionano i controlli in Toscana

A fronte di una situazione difficile da fronteggiare, l’organico per i controlli è composto da 331 persone. Lo ha detto martedì scorso l’assessore Ciuoffo in Consiglio regionale, sottolineando comunque come la nostra regione sia seconda solo al Friuli Venezia Giulia per numero di verifiche. Sono state più di 15mila l’anno scorso.
Eppure, la piaga resta ed è grave. Perché il rischio zero sul lavoro non può solo essere una chimera, una utopia. Ma deve diventare un diritt6.

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