Cinque mesi fa l’alluvione in Toscana

Sono passati cinque mesi ormai da quella drammatica notte fra il 2 e il 3 novembre, quella dell’alluvione. La pioggia cadeva da ore, prima sulla costa, poi sempre più all’interno, cominciarono i problemi sui corsi d’acqua minori. Del resto, caddero 200 mm di acqua in media in sole tre ore.

Il bilancio fu drammatico: otto morti, l’ultima vittima fu ritrovata solo una settimana dopo.

Quella notte Telegranducato raccontò i fatti, minuto dopo minuto. Cominciammo da Livorno, la prima zona ad essere colpita con forza (dove il ricordo andò inevitabilmente a quello che era accaduto s sei anni prima, nel 2017), poi a in Val di Cecina (una vittima ci fu anche in una Rsa a Rosignano). Altre immagini di allagamenti e danni arrivavano man mano da Fauglia, Pontedera e altre aree della Valdera.

Ma il disastro vero, e la perdita maggiore di vite umane, si registrò nella piana tra Pistoia, Prato e Firenze. I danni lì sono stati enormi e ancora la vita dei cittadini e l’attività delle imprese in molti casi non sono ripartite. La stima è di oltre 2,7 miliardi di danni.

Con una legge regionale sono stati assegnati contributi di circa tremila euro alle famiglie coinvolte e i primi aiuti sono arrivati anche alle aziende. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella sua visita a Firenze, ha concesso altri fondi e promesso che tutto il resto potrebbe arrivare dall’Europa, che una interlocuzione è già in corso e che potrebbe dare buoni risultati. Perché questa piana senza dubbio è il cuore produttivo della nostra regione. Se si ferma (e in parte lo è ormai da cinque mesi), ci fermiamo tutti.

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