O Giulietta! O Romeo…

Teatro- Romeo e Giulietta sono immortali e nel corso dei secoli divengono molteplici soggetti che assecondano il tempo nel quale vivono. Purtroppo il mondo del teatro viene bombardato da una pletora di esperti, centinaia di migliaia, che nei loro messaggi su Twitter dimostrano la profonda ignoranza nella quale versa la società di questo secolo, oltre che ad evidenziare trattarsi di rancori del loro io profondo e che si traduce in un massimo di due righe perché oltre questi nuovi cervelli del Paleolitico non sanno andare oltre. Romeo e Giulietta è forse una delle storie d'amore più conosciute e apprezzate della contemporaneità. Nata come una rappresentazione teatrale scritta da William Shakespeare, è stata adattata negli anni anche al cinema e in televisione, in forma di poema e di balletto, di cartone animato e di videogioco. Da maggio una sua nuova versione andrà in scena per la regia di Jamie Lloyd e ancor prima che si apra il sipario. Nel cast una star del cinema a stelle e strisce, Tom Holland, noro come Spiderman, ma nei panni di Romeo non potrà arrampicarsi fino a raggiungere il balcone dal quale si affaccia Giulietta con i super poteri di lanciare la tela del ragno. Il problema chiave è che a fare la parte di Giulietta sarà una attrice di colore, Francesca Amewudah-Rivers. Questo ha scatenato la pioggia di improperi giunti via Twitter, che devo dire personalmente, è il luogo dove dimorano gran parte dei soggetti mentalmente più arretrati del pianeta. La scelta è del regista, la tematica è quella di adoperarsi nell’amore quale linguaggio di base universale a prescindere dai tempi e da quelle fedeltà storiche alle quali i twittatori reclamano doversi attenere. Facciamo così allora, mettiamo in scena un Romeo e Giulietta assolutamente storico, quindi un Romeo poco più che quindicenne ed una Giulietta al di sotto dei 14 anni. Desta meno attrazione di tipo sensuale e ci scomoda vedere due giovani pronti a disobbedire alle regole del tempo, due sessantottini, si potrebbe dire. Ancor di più se fossimo fedeli alle regole del teatro dei tempi dello scrittore, la fine del ‘500, Giulietta dovrebbe essere Thomas, Phillip, Ben, insomma un uomo giacché a quei tempi il teatro era interdetto alle donne e quindi? Potrebbe essere una occasione per fornire la parte ad un uomo e allora si cadrebbe nella questione della possibile omosessualità che disgusterebbe altri twittatori, ma erano le regole del tempo e quindi l’unica raccomandazione che poteva esigere Shakespeare all’attore che fece Giulietta ai suoi tempi, era quello di radersi bene le gote e togliersi baffi e pizzetto, di gran voga in quel periodo, nient’altro di più.

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