Presentata la Marcia per la pace promossa da un cartello di associazioni

SAN GIULIANO - Sabato la Marcia per la pace di un  cartello di associazioni che chiedono un immediato "cessate il fuoco in tutti i luoghi di guerra"

Si svolgerà sabato 11 maggio con ritrovo per la partenza della MARCIA sarà in Largo Shelly a San Giuliano alle ore 15, l’arrivo è previsto a Pisa per le 19,30 in Piazza San Paolo a Ripa d’Arno.

La MARCIA è promossa da ARCI Pisa, ANPI Comitato Provinciale di Pisa e sezioni di Pisa e San Giuliano Terme, Economia Disarmata, CGIL Pisa, ACLI di Pisa e Lucca, Legambiente Pisa, Un Ponte Per Comitato Toscano, Casa della Donna Pisa, Presidio Libera Pisa, Movimento dei Focolari, ControCanto Pisano.

Numerose le adesioni: ANPI Sezione di Pisa, ANPI Sezione di San Giuliano Terme, Anpi Sezione di Vecchiano, Bilanci di Giustizia, Gruppo Scout Agesci, Gruppo Scout Cngei, Amref Pisa, Arci Servizio Civile Pisa, Sinistra Italiana, La Città delle Persone, Pisa Possibile, Git Banca Etica Pisa-Livorno, Chicco di Senape, Des Altro Tirreno, Emergency Pisa, Forum per la Pace di Lucca "Ripudiamo la Guerra", Giovani Democratici Pisa.

I responsabili dichiarano: "In un mondo che è sempre più segnato dalla guerra, con conflitti sempre più violenti e aspri, con una corsa al riarmo che destina risorse sempre maggiori alle spese militari, siamo impegnate ed impegnati a costruire un MOVIMENTO PER LA PACE durevole, che sia in grado di invertire i processi in atto.

Ci opponiamo alla follia delle guerre. Chiediamo un immediato cessate il fuoco in tutti i luoghi di guerra.

Chiediamo assistenza umanitaria alla popolazione di Gaza e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Chiediamo che sia impedito il genocidio del popolo palestinese come imposto dalla Corte Internazionale di Giustizia.

Vogliamo il disarmo e lo stop alla vendita delle armi, e che il governo riduca gli investimenti in armamenti e trasferire le risorse per il sociale, il lavoro, per la scuola e l'università e per la sanità pubblica.

Chiediamo la liberazione di ostaggi e prigionieri, l’avvio di veri e concreti negoziati e conferenze internazionali di Pace e Giustizia.
Chiediamo il rispetto del diritto costituzionale a manifestare, e che le scuole, le università ed i territori non siano luoghi di guerra ma di educazione alla Pace e alla non violenza.

In molte e molti sono impegnati a manifestare per questi stessi motivi, in Europa e nel mondo, nei campus universitari, e in tante città.
Ognuna e ognuno di noi deve fare la propria parte, per conquistare la pace, da cui dipende oggi come mai, il destino dell’umanità e del pianeta.

 

 

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