Come sono andate in Toscana le elezioni di ‘metà mandato’

Si conclude il mese delle elezioni di ‘metà mandato’ (definiamole così per comodità) in Italia.

Sì, perché l’8 e il 9 giugno hanno potuto votare tutti i cittadini per il Parlamento europeo. E sono trascorsi poco meno di due anni dalle elezioni politiche del 2022. Inoltre sono stati eletti i sindaci (e i Consigli) di quasi metà dei Comuni italiani. Una grande consultazione popolare che ha dato alcuni responsi.

Il responso delle elezioni di metà mandato

Cosa è accaduto in pratica?

E' tornato il bipolarismo, che si fonda su due partiti di segno opposto: Fratelli d’Italia e Partito Democratico (guidati da Giorgia Meloni e Elly Schlein);

si è ulteriormente ristretta l’area di Centro, anche per fratture e incomprensioni tra i vari leader;

si è acuita (per ora) la distanza fra la maggioranza di governo in Italia e la maggioranza che governerà l’Europa. E non sarà un fattore secondario.

Uno sguardo alle Regionali

Queste elezioni, soprattutto le amministrative che in Toscana hanno interessato addirittura i due terzi dei Comuni e tra questi i tre capoluoghi più popolosi (Firenze, Prato, Livorno), assumono un valore ulteriore nella nostra regione.

E lanciano segnali in vista delle Regionali, che si dovrebbero svolgere a fine 2025 (o al massimo all’inizio del 2026). Il Partito Democratico, che ha vinto nelle città più grandi, può guardare con ottimismo al futuro a patto che individui subito quale alleanza fare: ancora con Italia Viva (come è accaduto per esempio a Livorno)? Guardare ai 5 stelle per fare quel ‘campo largo’ di cui si parla da anni? Oppure voltarsi a sinistra, verso quelle realtà che comunque sono riuscite a imporsi in due comuni della piana fiorentina e a Rosignano? In ogni caso il presidente Giani, proprion a Telegranducato, ha dichiarato di sentirsi più forte, che il buon risultato sui territori dipende anche dall’azione della sua giunta.

Dall’altra parte il Centrodestra ha avuto perdite dolorose (non contrastando mai le vittorie di Funaro, Bugetti e Salvetti) e lasciando città importanti come Montecatini. Ma ha anche confermato che se sceglie le persone giuste ormai può vincere ovunque: il caso di Ferrari a Piombino ne è l’esempio lampante. Sarà per questo che pochi minuti dopo il risultato dei ballottaggi c’è chi addirittura ha chiesto le primarie per scegliere il candidato presidente. Ed è stata messa nel mirino l’iniziativa della rete civica dei sindaci di Centrodestra. Insomma, i giochi sono aperti. E si chiuderanno solo tra qualche mese.

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