Iniziano i saldi ma la moda è in crisi

La moda è in crisi, ed è una novità. Che sta mettendo in ginocchio tante imprese toscane, soprattutto nel settore conciario. La prima conseguenza è la chiusura di tante di esse, in particolare quelle piccole e non attrezzate a fronteggiare il periodo negativo. Soffrono molto anche i terzisti, che riforniscono di capi le società più grandi.

Ecco perché i saldi quest’anno assumono un valore diverso, possono rappresentare un po’ di ossigeno per il settore.

La moda è in crisi ma nessuno se lo aspettava

Qualche numero: all’inizio del 2024 i lavoratori della pelle in cassa integrazione erano quasi il 13%, quasi quattro volte in più dell’anno prima. Gli avviamenti al lavoro sono scesi di circa il 30% in due anni. Nel tessile le cose non sono così gravi ma la situazione, soprattutto nel distretto pratese, è tutt’altro che incoraggiante.

Il rimbalzo positivo seguito allo choc della pandemia ha esaurito il suo effetto, le conseguenze sono evidenti e rischiano di portare ad una crisi sociale. Dipende tutto dalla contrazione del mercato globale e dalla concorrenza, a prezzi inferiori ma in condizioni diversi, di altri produttori.

Distretto del cuoio in ginocchio, si muovono le istituzioni

La Regione Toscana, sollecitata dai territori, dai sindacati e da tutte le categorie, ha aperto un confronto e ha coinvolto il governo, in particolare il ministro Urso.

La moda è in crisi nella nostra regione, insomma, e oggi impiega 130 mila persone e soprattutto per la produzione. Una percentuale compresa fra il 6 e l’8% dell’intera forza lavoro e addirittura il 40% del nostro settore manifatturiero. Il valore aggiunto è di 5,5 miliardi, il calo delle esportazioni sta già facendo diminuire il nostro Pil.

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