STAGNO (LI) - Un mattone con le firme dei vertici dell'azienda e dei sindaci di Collesalvetti e Livorno. Con questa immagine inizia il percorso di conversione della raffineria Eni di Stagno in una bioraffineria, la terza in Italia. Il termine dei lavori è previsto per il 2026 quando entrerà a regime la produzione di nafta diesel e Gpl da materie prime rinnovabili. La conversione del sito industriale rientra nella strategie di Eni per ridurre le emissioni inquinanti. La posa simbolica della prima pietra è parte delle iniziative organizzate per l'85 esimo anniversario dalla messa in funzione dell'impianto.

La bioraffineria, dopo quelle a Porto Marghera (Venezia) e a Gela, utilizzerà la tecnologia Ecofining™ per trattare materie prime di scarto, residui agroalimentari e oli vegetali non in competizione con la filiera alimentare e realizzare biocarburanti Hvo per il trasporto su gomma, aereo e anche marino e ferroviario. Gli impianti di Livorno saranno operativi entro il 2026 e avranno una capacità produttiva di 500mila tonnellate/anno.
Durante la cerimonia di inaugurazione i vertici di Eni hanno confermato che con la conversione tutti i posti di lavoro saranno salvaguardati: sia i dipendenti, sia i lavoratori dell'indotto.
Dopo l'inaugurazione c'è stato un incontro al Cral Eni, a Livorno. Presente il presidente della Regione Toscana, Giani. La Regione infatti ha avuto un ruolo determinante nelle fasi che hanno portato alla decisione di convertire l'impianto di Stagno in una bioraffineria
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