Tempio degli Olandesi, interviene la Congregazione Alemanna

LIVORNO - Il Tempio degli Olandesi di Livorno in disuso e in situazione di degrado da molto tempo è in questi giorni al centro di un dibattito per un possibile interesse all'acquisto da parte della comunità islamica, cosa che ha suscitato prese di posizione dal mondo della politica, in particolare dalla Lega che sia attraverso l'esponente locale Ghiozzi sia attraverso l'europalarlamentare toscana Ceccardi hanno chiesto di fermare le trattative per non stravolgere le destinazioni originarie. Adesso a intervenire è direttamente la Congregazione Olandese Alemanna,

L'associazione per statuto apartitica e partecipata da membri con ogni posizione politica personale ma con il medesimo intento e impegno culturale, soffre il disagio di una strumentalizzazione politica riguardante la vicenda del proprio tempio, e non chiesa, come alcuni erroneamente hanno scritto, con uno sbaglio storico-religioso non da poco, non avendo il tempio evangelico in sé i caratteri identitari e la sacralità di una chiesa cattolica.

Interventi che tendono a configurarsi come crociate antislamiche, astratte e lontane dall'affrontare in concreto il problema. Il tempio olandese in semi-rovina è sotto gli occhi di tutti. Spiace quindi che nessuno abbia considerato i rischi, per tutto il Concistoro della Congregazione, di finire nella fattispecie dell'articolo 434 del codice penale (rovina di edifici), che prevede pene fino a 12 anni di carcere. Ipotesi tutt'altro che peregrina, visto il recente crollo della Torre dei Conti a Roma. E spiace che in pochi abbiano avvertito la reale urgenza e dimensione del problema. Fuori luogo appaiono così le denunce, e le richieste di interrompere trattative con la Moschea che allo stato attuale non ci sono ma, corrispondono solo ad un confermato interesse, un'idea di fattibilità che ad oggi altri soggetti pubblici e privati non hanno mai sviluppato. La Congregazione è grata alla città, che in passato ha risposto positivamente al tempio, realizzando interventi parziali sull'edificio, ma gli anni successivi hanno dimostrato che occorre un soggetto con un progetto complessivo di recupero legato ad uno specifico utilizzo dell'immobile. E la difficoltà di realizzare piani di impresa in grado di ammortizzare l'immobilizzazione materiale nell'edificio (almeno 7-800.000 euro) con un'efficiente rotazione del capitale investito spiega anche perché non ci sono file di interessati davanti al tempio.

La Congregazione confida nell'attenzione dell'Amministrazione Comunale, con cui collabora istituzionalmente e da cui ha ricevuto grande sensibilità, come il sostegno alle iniziative negli eventi legati al nostro Quattrocentenario nel 2022, che hanno illustrato la multietnica Città delle Nazioni, di cui la Congregazione è fiera parte. Anche il presidente della Regione Eugenio Giani è stato informato del problema, che deve essere affrontato una volta per tutte senza orgogli e pregiudizi, speculazioni politiche e riserve mentali, ma con l'obbiettivo di trovare una sistemazione definitiva allo storico edificio nel complesso puzzle di una città che ha nella sua storia l'anticonvenzionalità e il pragmatismo, come l’assenza di ghetti, nel rispetto delle leggi.

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