PISA - Più studentesse che studenti all’Università di Pisa, ma lo stesso non vale per il corpo docente: la presenza delle donne diminuisce infatti progressivamente con l'avanzare della carriera accademica, soprattutto nelle discipline scientifiche e tecnologiche (STEM). E' il racconto del nuovo Bilancio di Genere 2024-2025 dell'Università di Pisa consultabile on line sul sito unipi.it.
Per quanto riguarda la componente studentesca, il Bilancio conferma una presenza femminile complessivamente maggioritaria che si attesta al 51,6%. Crescono inoltre le studentesse nei corsi di laurea in ICT rispetto al 2022-23. Le donne rappresentano anche la maggioranza dei laureati in corso e ottengono più frequentemente il 110 e lode, sono il 33,18%, contro il 29,19% degli uomini. Resta tuttavia una marcata differenza nella scelta dei percorsi universitari: le studentesse continuano a preferire soprattutto le discipline umanistiche e sanitarie, mentre gli uomini sono ancora largamente prevalenti nei corsi di ICT e di ingegneria. Anche dopo la laurea persistono differenze: se le laureate triennali, a un anno dal titolo, hanno trovato lavoro più degli uomini (43,60% contro 39,90%), nel quadro complessivo, gli uomini hanno tassi di occupazione e retribuzioni mediamente più elevati.
Per il personale docente e ricercatore, il Bilancio registra un lieve arretramento rispetto alla precedente edizione del 2022-23. La quota di professoresse ordinarie passa dal 25,50% al 25,37%, quella delle professoresse associate dal 41,43% al 40,85%, mentre le ricercatrici scendono dal 49,44% al 48,78.
Per il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, le donne rappresentano il 61,89% del personale e sono la componente prevalente in tutte le aree professionali. La loro presenza raggiunge l'83,33% nell'area Biblioteche e il 77,14% nell'area Amministrativa e amministrativa-gestionale. Costituiscono inoltre il 70,30% del personale della categoria EP e il 50% dei dirigenti di seconda fascia.
"Nel loro complesso, i dati restituiscono un quadro articolato, nel quale coesistono segnali di avanzamento e persistenti elementi di criticità. Queste evidenze confermano la necessità di proseguire con determinazione nel percorso di promozione delle pari opportunità, rafforzando le politiche dell'Ateneo per il raggiungimento degli Obiettivi 5 e 10 dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile"










